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Caulonia, in piazza Seggio un confronto sul tema “Tommaso Campanella e la musica”

'Caulonia e la magia della danza magno-greca' al centro dell'evento legato al XXI Kaulonia tarantella Festival

“Campanella e la musica: Caulonia e la magia della danza magno-greca” è il tema del confronto che avrà luogo il prossimo 28 agosto, alle ore 19, in piazza Seggio a Caulonia. Tornano, dunque,  le giornate dedicate a Tommaso Campanella, l’itinerario culturale pensato dal professor  Francesco Rosa per riscoprire il pensiero e l’opera del pensatore delle Calabrie.

“Una serie di incontri e seminari – spiega una nota – nei centri della locride che per ragioni diverse hanno registrato il passaggio del filosofo. Venerdì prossimo, in piazza Seggio a Caulonia (già Castelvetere) dove Campanella subì il primo processo sommario e la prima restrizione, prima nelle segrete del castello e poi in quello che fu il convento dei Domenicani, sui cui ruderi insiste la chiesa del SS. Rosario, si dibatterà di “Campanella e la musica: Caulonia e la magia della danza magno-greca”. Quindi, di un Campanella pedagogo e musicologo. Un parter d’eccezione per un evento legato alla XXI edizione del Kaulonia Tarantella Festival. Alle domande dei giornalisti Ilario Balì, Ilario Camerieri e Cristina Scuteri rispoderanno: Eleonora Bilotta, Docente Università della Calabria; Mimmo Calopresti, Regista – Direttore artistico del Kaulonia Tarantella Festival; Domenico Campisi, Medico – Vicesindaco – Ass. alla Cultura Comune di Caulonia; Marina Formica, Docente Università Roma «Torvergata»; Ferdinando Iellamo, Docente Università Roma «Torvergata»; Antonio Lombardo, Docente Università Roma «Torvergata», Francesco Rosa, Docente Università «Pegaso». Mentre Rossella Scherl leggerà brani scelti da La Città del Sole”.

“Ma, cosa c’entra Campanella con la musica? Sarà importante scoprire che il pensatore calabrese, filosofo delle Calabrie, si è distinto, soprattutto, anche a motivo delle sue affermazioni profetiche di pensatore universale, occupandosi di molti aspetti della realtà umana e, tra questi, anche dei poteri benefici della danza e della musica. La musica e la danza, cui si è riferito, è quella che oggi definiamo tarantella ma che ha nella considerazione del nostro pensatore, ha radici antiche del mondo magno-greco. In alcune delle sue opere descrive questo ballo che coinvolge i sensi e la mente umana. Nella famosa “Città del sole” si prefigura l’utopia del benessere invitando i solari a farne uso per allietare i loro giorni di festa, aggiungendo al suono dei tamburi anche quello delle armi, trasformando l’esaltazione e i sentimenti degenerativi della guerra e dell’odio in benefica purificazione. Invita, infine, all’educazione e alla pratica musicale attraverso la danza del ballo locale perché in tale organizzazione sociale la pedagogia dell’amore prevalga sull’ideologia dell’odio e della sopraffazione. Il ballo locale che altro non è la “tarantella” di questa parte della Calabria che molto diversa dalle altre”.

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