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Celebrata anche in Calabria la festa delle Forze armate e giornata dell’Unità nazionale

In tutta Italia, e dunque anche nei cinque capoluoghi calabresi, si sono svolte questa mattina le cerimonie in occasione della festa delle Forze armate e della giornata dell’Unità nazionale, che ha tagliato il ragguardevole traguardo di un secolo giacché venne istituita nel 1919 per fare memoria della vittoria italiana nella prima guerra mondiale, tappa fondamentale nel percorso di unificazione del Paese avviato nel periodo risorgimentale. La data del 4 novembre coincide con l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, siglato il giorno prima, che segnò la resa dell’impero austro-ungarico. La festa del 4 novembre è l’unica che sia riuscita ad attraversare indenne questi ultimi 100 anni di storia del nostro Paese, dall’età liberale al fascismo, al periodo repubblicano, anche se il significato della festa è tornato tale dal 1949, dopo un periodo in cui essa venne battezzata come anniversario della vittoria. Due anni dopo la sua istituzione, il 4 novembre 1921, la festa fu l’occasione per la solenne sepoltura del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria, a Roma. Declinata nel corso degli anni ‘80 e ‘90, la festa ha ripreso vigore grazie all’impulso dell’allora Presidente della Repubblica, Ciampi, che avviò un’azione di valorizzazione dei simboli patri, con celebrazioni più ampie e diffuse. E stamattina, il Presidente della Repubblica, Mattarella, ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento. Nel suo messaggio, il Capo dello Stato ha sottolineato che questo è l’anno centenario del decreto con cui s’intese dedicare una ricorrenza alla conquistata unità di Patria, e che questa data riassume i valori dell’identità nazionale lungamente perseguita, anche a costo di grandi sacrifici. Mattarella ha anche ricordato che proprio vent’anni fa l’Esercito si apriva all’arruolamento femminile, aggiungendo che le donne hanno dato un contributo positivo alle capacità del Paese in materia di difesa. Il Presidente ha posto l’accento sulla professionalità e le qualità umane espresse dai soldati italiani, e sull’esempio che il comportamento di tanti militari ha avuto nell’ispirare il personale delle Forze Armate, ed ha manifestato riconoscenza per il contributo alla sicurezza ed alla salvaguardia dei diritti umani che esse offrono sia in Italia che all’estero, specie nelle aree più a rischio del pianeta. Sono infatti 6 mila i soldati italiani schierati in 22 paesi a tutela della pace nel contesto internazionale.

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