giovedì, 13 giugno 2024

Celebre, Fillea Cgil Calabria: “Pronti allo sciopero in caso di modifiche su bonus edilizi”

Le conseguenze, secondo il segretario, porterebbero alla perdita di oltre 130mila posti di lavoro

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La Fillea Cgil Calabria ha annunciato di essere pronta ad eventuali forme di protesta nel caso in cui si dovesse concretizzare il blocco dell’opzione dello sconto in fattura e la cessione del credito al posto della detrazione per i bonus edilizi. Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del dl che va in questo senso, secondo il sindacato si otterrebbe una brusca frenata di un settore strategico e la perdita del posto di lavoro per oltre 130 mila lavoratori italiani. Il sindacato di categoria, guidato dal segretario generale Simone Celebre, quindi, sarebbe pronto anche a proclamare uno sciopero generale di tutto il settore. “Il compito del governo – spiega Celebre – dovrebbe essere quello di creare lavoro buono e stabile e non precario e a termine con colpi di mano notturni. Dovrebbe essere quello di garantire a chi ha meno possibilità economiche di vivere in una casa sicura e con meno sprechi energetici.  Il blocco delle cessioni dei crediti e dello sconto in fattura metterà a rischio in Calabria circa 4000 lavoratori ed oltre 1000 aziende nel nostro compartimento e renderà i vari bonus roba solo per i ricchi. Solo i benestanti potranno anticipare le somme portandole poi in detrazione con la dichiarazione dei redditi, il ceto medio-basso non avrà questa possibilità e resterà fermo al palo”.

“Un provvedimento scellerato – aggiunge il Segretario – che con il depotenziamento dell’obbligo di applicazione dei contratti edili e la liberalizzazione dei livelli di subappalto nel nuovo codice degli appalti porterà ad una contrazione di tutele e sicurezza per chi ancora potrà lavorare con il settore pubblico, con più lavoro irregolare e meno sicurezza”. Duro il giudizio della Fillea anche per quanto riguarda l’atteggiamento del governo nei confronti dei sindacati: “Ci lascia molta amarezza come si sia arrivati al decreto – commenta Celebre – senza alcun confronto con le parti sociali e con le organizzazioni sindacali, prendendo decisamente sotto gamba quella che rischia di essere la miccia di un tracollo occupazionale”.