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Cgil: “No al trasferimento dell’Istituto di scienze neurologiche”

“La situazione dell’Istituto di Scienze neurologiche (Isn) di Piano Lago e del suo personale non ha ancora trovato una definizione certa e dignitosa”. É quanto affermano, in una nota, il segretario generale della Cgil calabrese, Angelo Sposato, il segretario generale della Flc-Cgil, Domenico Denaro, ed i segretari della Cgil, Domenico Calabrone, e della Flc cosentine, Giuseppe Assalone.
“La decisione assunta dall’ente di rimettere il contratto di locazione della sede attuale alla data del 30 giugno 2018 – si aggiunge nella nota – visto l’affitto molto elevato dell’immobile di Piano Lago, risulta drastica e discutibile per due motivi: il Cnr ha individuato spazi presso l’Unical insufficienti ad ospitare l’istituto nella sua interezza (unità di Neuroradiologia, Amministrazione, Unità di Genetica e Patologia molecolare, Ambulatorio, ecc.) e di fatto ciò determinerà uno smembramento dell’Ism. Tali locali ubicati presso il Dipartimento di Farmacia sono inutilizzati da almeno due decenni e necessitano di importanti interventi di ristrutturazione per garantire sicurezza per la salute del personale e per acquisire idoneità ad ospitare le attività di diagnostica fondamentali per lo svolgimento delle ricerche dell’Isn, e i servizi di diagnostica per immagini/Risonanza magnetica e di genetica risultano essere inattivi ormai dal primo gennaio 2018 nelle more dell’ipotetico trasferimento all’Unical. Innanzitutto, va sottolineato che risulta essere incomprensibile la scelta del Cnr di rinunciare alla Risonanza magnetica nucleare in dotazione all’Isn poiché dal 2002 tale attività è servita da volano a quella che si può definire ricerca clinica, consentendo innumerevoli studi su importanti patologie del sistema nervoso centrale, studi che hanno prodotto pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali”.
Per la Cgil “il rapporto di convenzione con il sistema sanitario della Rmn, così come quello della genetica, ha garantito introiti utilizzati nel corso degli anni per la ricerca ed ha permesso anche il finanziamento di tanti contratti per giovani ricercatori, tecnici e amministrativi calabresi. Venendo meno l’accreditamento si rinuncerebbe ad uno dei pochi servizi pubblici di diagnostica per immagini della Calabria che nel tempo ha contenuto l’emigrazione sanitaria verso altre realtà nazionali pubbliche e private. E’ da considerare, inoltre, che il trasloco in altra sede comporterà un ingente dispendio di risorse economiche (diversamente utilizzabili per potenziare le attrezzature dell’Isn e per la ricerca in generale) e la cessione di parte di arredi e attrezzature acquisiti anche con l’intenso lavoro di tutto il personale Isn”.
“La Cgil e la Flc rinnovano al presidente Mario Oliverio la richiesta di un efficace intervento verso il Cnr – è detto ancora nella nota – per scongiurare l’ipotesi di indebolimento dell’Istituto e il mantenimento della Risonanza magnetica. Chiedono un impegno forte alla politica regionale e alla deputazione parlamentare per non disperdere il patrimonio di ricerca acquisito e si dichiarano pronti alla mobilitazione e ad ogni azione necessaria a difesa dell’Isn-Cnr e del suo personale”.

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