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Che posizione ha la Lega sulla Regione e sulla Calabria?

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(da sx: Cristian Invernizzi e Vincenzo Sofo)

La “Gazzetta del Sud” in edicola oggi pubblica a tutta pagina, nell’edizione regionale, un articolo intitolato “I veti nei partiti bloccano la Giunta”, a firma di Antonio Ricchio. Secondo quanto afferma il quotidiano calabro-siculo, la Lega starebbe chiedendo due posti in Giunta, e cioè due assessori, alla presidente Santelli. E avrebbe anche posto sul tavolo due nomi: Cataldo Calabretta, gradito dall’asse (così nel testo) Furgiule-Sofo, e Anna Mancuso, addirittura sostenuta dal segretario regionale Cristian Invernizzi. I leghisti calabresi osservano, e qualcuno, ma non è emerso all’esterno, parrebbe mugugnare o quantomeno dimostrare delle perplessità. Di certo non si stanno pronunciando i quattro consiglieri regionali eletti (Pietro Molinaro, Filippo Mancuso, Tilde Minasi, Pietro Raso). Non si fanno sentire, almeno pubblicamente, anche i primi dei non eletti tra i più votati (Salvatore Gaetano, Luigi Novello, Antonio Chiefalo e Roy Biasi).

Qual è la posizione ufficiale della Lega? Organismi di partito si sono riuniti al fine di esprimere una linea per quanto orientata dal segretario Invernizzi? Si tenga presente che un comunicato stampa ufficiale della Lega nei giorni scorsi ha reso noto che l’ex commissario regionale del partito, il parlamentare bergamasco Cristian Invernizzi, è stato eletto segretario dal Congresso. Sul Congresso non si sono avute altre informazioni. Si è altresì saputo che il giovane manager originario delle Preserre Catanzaresi, Walter Rauti, attivissimo nell’organizzazione delle attività di partito nella recente campagna elettorale per le regionali e soprattutto nel corso delle visite del leader Matteo Salvini, ha ottenuto un importantissimo incarico: vice responsabile nazionale degli Enti Locali. Walter Rauti, quindi, è diventato molto probabilmente il leghista meridionale con il più alto incarico di partito nel Carroccio.

Torniamo un attimo al richiamato asse Furgiule-Sofo, ricordando che Domenico Furgiuele è il deputato lametino eletto nella Lega nella tornata del 2018, e che Vincenzo Sofo è il giovane eurodeputato originario della costa jonica reggina eletto nella Circoscrizione Sud nel 2019. Sofo proprio in questi giorni è stato protagonista di alcuni interventi all’Europarlamento a difesa delle produzioni locali agroalimentari calabresi, meridionali e nazionali. Esiste davvero questo asse Furgiuele-Sofo in un partito, quale la Lega, che in teoria non dovrebbe contemplare l’esistenza di correnti o di organizzazioni similari? Altre domande: i nomi proposti quali assessori sono davvero questi? Quali i criteri adottati? Intanto nella Lega Calabria pare stia avanzando una riorganizzazione del partito, in verità iniziata con la componente giovanile. Che cosa significano questi silenzi ufficiali? La Lega ha condotto una campagna elettorale all’insegna della discontinuità e della distintività, anche rispetto agli alleati di governo, e della costruzione di una classe dirigente calabrese forte e autorevole. La domanda attuale è: che posizione ha la Lega sulla Regione e sulla Calabria?

Giuseppe Laratta

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