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Come al solito la lezione ce la dà Papa Francesco: restiamo umani

Sta rimbalzando su tutti i siti d’informazione e sui social la fotografia, pardon il selfie, di don Nandino Capovilla insieme a Papa Francesco che tiene in mano una spilla con la scritta “apriamo i porti”. Secondo quanto riportano le agenzie, la foto è stata pubblicata sul profilo Facebook di don Nandino, ed è stata scattata durante l’incontro sul tema delle migrazioni organizzato a Sacrofano, in provincia di Roma, al quale ha preso parte il Santo Padre.

E’ una foto che dovrebbe far riflettere tutti indistintamente – cattolici e non, credenti e non, politici e semplici cittadini: il Papa ha lanciato, probabilmente senza nemmeno volerlo, un messaggio importante. I porti devono essere aperti a chi cerca un approdo lontano dalle guerre, che vuole un futuro e una vita dignitosa. Da ormai troppo tempo la “solita” litania che arriva dall’attuale rappresentante del Viminale ha pervaso gli animi degli italiani, anche quelli del Sud che votano un partito del Nord, quelli che si battono la mano sul petto e professano la legge di Dio, dimenticando che anch’Egli ha professato una virtù umana, ovvero l’accoglienza verso gli altri.

Negli ultimi mesi, poi, sui social è una battaglia d’odio sputato su quelle persone che vanno “aiutate a casa loro”: una guerra nella quale si inseriscono ignoranza e paura dettati da chi governa questo Paese, ma anche da chi ha dei ruoli politici di periferia. Bisogna fare una riflessione seria – anche e soprattutto dopo questa fotografia che sta girando sulla rete – soprattutto al Sud Italia.

Fortunatamente esistono esempi positivi nella nostra regione: bisognerebbe tenere bene a mente sempre ciò che la comunità di Melissa, nel Crotonese, ha fatto lo scorso 10 gennaio, accogliendo un veliero con a bordo 50 migranti. Non ci hanno pensato nemmeno un secondo: i cittadini di questo piccolo paese si sono buttati nelle acque gelide dello Ionio per soccorrerli. Oppure l’esempio di Manuelita Scigliano che a Caccuri – sempre nel Crotonese – ha accolto una coppia di migranti – Yousef e Faith, insieme alla loro piccola Salima – cacciati via dal Cara di Isola Capo Rizzuto a fine novembre 2018 a causa dell’ex Decreto Sicurezza.

Esempi positivi di un territorio che non vuole piegarsi a certe dinamiche strane, ma che invece vuole reagire nel migliore dei modi, come anche in una situazione così drammatica che si sta vivendo nella tendopoli di San Ferdinando, nel Reggino, teatro dell’ennesima vittima – Moussa Ba – morto nella notte tra venerdì e sabato scorso per un rogo sprigionatosi all’interno di una baracca.

Restiamo umani e, come “suggerisce” papa Francesco, apriamo i porti. Senza paura.

Giuseppe Laratta

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