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Com’è cambiato l’ambiente marino con il lockdown? La ricerca di Arpacal e Direzione marittima

Una campagna per verificare se e come la sospensione totale delle attività durante la prima fase dell’emergenza Covid 19 abbia inciso sullo stato di salute dell’ambiente marino. E’ partita da Crotone la campagna “Lockdown”, chiamata a ‘fotografare’ lo stato di acque e fondali calabresi con l’obiettivo di acquisire informazioni e dati scientifici nei tratti di particolare pregio, come le Aree marine protette, durante il periodo di lockdown e nella fase immediatamente successiva.

Un monitoraggio condotto dai tecnici del Centro regionale di strategia marina dell’Arpacal in collaborazione con la Guardia costiera, nel corso del quale verranno effettuati una serie di campionamenti in sei “transetti”, tre sullo Jonio e tre sul Tirreno.I prelievi, che riguardano le acque marine, il plancton ed i sedimenti del fondale, vengono effettuati negli stessi punti previsti nel Piano di tutela delle acque della Regione Calabria. Il confronto diretto, offrirà un quadro preciso della situazione.

L’idea nasce dal visibile miglioramento delle condizioni generali degli habitat naturali registrato con la diminuzione delle attività industriali e antropiche. I campioni prelevati saranno poi analizzati dai laboratori biotossicologico e chimico dei Dipartimenti provinciali Arpacal di Catanzaro e Cosenza. Il primo ciclo di campionamenti si concluderà entro la fine del mese di maggio, mentre sarà programmato a seguire l’avvio di un secondo ciclo di campionamenti e analisi.

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