Notizie Politica Primo Piano Tv

Commissione di studio per la Giustizia nel Sud, Gruber su La7: e Catanzaro che ha le performance migliori?

L'intervista al ministro Mara Carfagna è l'occasione per aprire un confronto importante sul Mezzogiorno. Meridionalismo e antimeridionalismo... Scritto da: MASSIMO TIGANI SAVA

Ad oltre 160 anni dalla nascita, storiograficamente definita, della Questione Meridionale, troppo spesso si continua a guardare al Sud come fosse essenzialmente un problema, un peso sociale ed economico da valutare in blocco, piuttosto che una realtà di straordinario valore civile da analizzare nella sua complessità. Una complessità che presenta tante punte di eccellenza, in ogni campo, e talora anche di valore assoluto. Continua evidentemente a persistere un filone culturale, magari in maniera sotterranea o addirittura inconscia, che ritiene il Sud “altro” rispetto a un Nord che si erge anche a dispensatore di verità, sorvolando troppo facilmente sui propri enormi difetti che svettano accanto a oggettivi e diffusi esempi di gestione virtuosa della cosa pubblica. L’inquinamento spesso insostenibile dell’aria che si respira, i colossali scandali bancari, la corruzione diffusa dimostrata da mille e una inchieste, lo stesso fallimento di politiche nazionali sempre gestite da Nord per tutto il Paese, Sud compreso… Sarebbero tanti i “processi” da allestire per contestare una presunta superiorità morale del Nord rispetto a un Sud che, pur responsabile di tanti ritardi ed errori, merita comunque rispetto, considerazione adeguata e analisi mai superficiali o distorte.
Lilli Gruber, ieri sera, nel corso dell’ultima puntata di “Otto e Mezzo”, su La7, ha sollecitato l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema del sistema giudiziario nel Mezzogiorno e sulla decisione di varare una Commissione di studio per la Giustizia nel Sud, istituita con un decreto congiunto delle ministre Mara Carfagna (Sud e Coesione territoriale) e Marta Cartabia (Giustizia). L’argomento ha già interessato la stampa nazionale, dando risalto alla presa di posizione di Alessandro Riello, pm a Catanzaro, condivisa da diversi suoi colleghi che operano nelle regioni dell’ex Regno delle Due Sicilie. Riello nel suo appello pubblico ha tra l’altro affermato: «Quello che è però più grave è che, nel decreto, si parla espressamente di una “esportazione” al Sud di buone prassi sviluppatesi in uffici giudiziari di altri territori». La ministra Carfagna ha già replicato su “La Repubblica”, assicurando apertura al confronto e al dialogo costruttivo. Ma ascoltiamo ora la voce diretta di Lilli Gruber e Mara Carfagna nella trascrizione integrale dell’intervista di ieri sera su La7.
La conduttrice di “Otto e Mezzo”, mentre si stava parlando di Sud assieme agli editorialisti Beppe Severgnini e Antonio Padellaro, interrompe il ministro Mara Carfagna e dice: «Lei è molto battagliera per il Sud e lo sta dimostrando anche qui, questa sera… Chi avete scontentato totalmente, lei e la ministra della Giustizia Cartabia, sono i magistrati del Sud. Anche perché, in un Paese in cui quando si creano delle commissioni normalmente è proprio perché non si faccia assolutamente niente, avete creato una Commissione di studio, per decreto, per valutare il funzionamento della magistratura nel Meridione. Come dire, al Nord e al Centro sono migliori di voi, adesso vi mettiamo un pochino sotto tutela. Siccome ci sono state e ci sono le proteste di tanti magistrati del Sud che dicono che si sentono trattati come dei sudditi, lei come replica? Nella Commissione, per esempio, non avete messo nessuno del Distretto di Catanzaro che rappresenta tre quarti del sistema giudiziario in Calabria. Siccome il Distretto di Catanzaro è quello che in base ai dati del Ministero della Giustizia è quello che ha avuto la performance migliore in questo ultimo anno, perché non avete scelto un magistrato di quel Distretto che magari poteva spiegare agli altri come diventare i più bravi d’Italia?».
Carfagna: «La ringrazio per questa domanda perché devo dirle che sono sinceramente dispiaciuta per questa polemica che però credo si fondi su un equivoco che mi fa piacere chiarire. Io più che polemica la chiamerei proprio un grido di dolore di alcuni magistrati, non tutti, che io rispetto perché si trovano a operare in contesti drammatici spesso mettendo a rischio anche la propria vita e quella dei propri familiari, ma questa Commissione nasce proprio per questo, nasce perché le loro grida di dolore non restino inascoltate, perché per tanti anni giustamente…».
Gruber: «Ma non avete messo quelli che potrebbero, quelli più virtuosi…».
Carfagna: «Questo possiamo farlo, e sicuramente lo faremo. Ne parlerò con la ministra Cartabia, ci siamo confrontate anche questa mattina. La nostra intenzione è proprio quella di risolvere le problematiche dei magistrati in particolare di quelli del Sud. Noi parliamo quasi esclusivamente di giustizia civile, perché se al Sud la giustizia civile, i processi civili durano quasi il doppio rispetto a quanto durano al Nord o anche in altre realtà del Sud, perché diciamo che il funzionamento è un po’ a macchia di leopardo. Ci sono luoghi e città del Sud dove ci sono esempi virtuosi da prendere in considerazione, ma se i dati ci dicono che al Sud comunque i processi durano quasi il doppio rispetto a quanto durano al Nord, evidentemente c’è un problema. C’è un problema di organico? C’è un problema di organizzazione? C’è un problema di carenza di risorse? Allora noi siamo disponibili ad ascoltare queste richieste, queste esigenze…».
Gruber: «E poi prenderete qualcuno del Distretto di Catanzaro, che è il più virtuoso…».
Carfagna: «Non c’è una preclusione… Oltretutto questa iniziativa nasce non per fare le pulci o con un intento punitivo, una logica punitiva, tutt’altro. Nasce perché in tutti questi anni… io ho partecipato anche a convegni, iniziative, dove ascoltavo lamentazioni motivate, fondate. Io sono ministro del Sud, il mio è un incarico molto trasversale. Questo è uno dei tanti protocolli che io sto siglando, ne ho siglato per esempio uno con il ministro Di Maio per favorire l’internazionalizzazione delle imprese al Sud con Cassa Depositi e Prestiti, lo farò con il ministro Bianchi. Provo a sollecitare tutte le amministrazioni competenti affinché i famosi nodi del Mezzogiorno che creano divari inaccettabili possano essere affrontati. Ripeto, per i magistrati massimo rispetto e massima gratitudine per quello che fanno. Assoluta disponibilità ad andare incontro alle loro richieste».
Gruber: «Lo dica forse anche alla ministra della Giustizia Cartabia e…».
Carfagna: «È assolutamente d’accordo… È assolutamente d’accordo…».
Le ministre Marta Cartabia, già presidente della Corte Costituzionale, e Mara Carfagna, che peraltro è anche campana, per le quali questa vicenda fornirà senz’altro l’occasione di ulteriori specifiche riflessioni, potrebbero contribuire a focalizzare l’attenzione su una ferita storica che è ancora tutta aperta al Sud: l’antimeridionalismo preconcetto. Un antimeridionalismo aperto o strisciante, consapevole o inconsapevole, volontario o involontario, talora anche burlesco o folklorico, che dall’Unità d’Italia a oggi (sono passati circa 160 anni), ha conosciuto, ad esempio, e proprio in tema di giustizia e antropologia criminale, anche la teoria lombrosiana di ispirazione positivista e darwiniana. Citiamo Cesare Lombroso non perché vi siano connessioni di alcun tipo con la questione sollevata durante la puntata di “Otto e Mezzo”, o men che meno con il pensiero di Marta Cartabia e Mara Carfagna, ma solo per far comprendere quanto storicamente profondo possa essere il disagio di un meridionale o dell’intero Mezzogiorno quando l’approccio al Sud non è supportato da visioni che lo considerino appieno, e in modo convinto, una grande risorsa e non un problema. Il Sud non è in cerca di lezioni, da parte di nessuno, ma di condivisione. Il Sud ha gli stessi titoli del Nord o del Centro per partecipare, in prima fila, alla ricostruzione del Paese sulla quale il premier Mario Draghi sta giocando la sua partita più difficile ma esaltante. Non si dimentichi, come disse Giambattista Vico, che quando Roma era un villaggio di pastori a Crotone insegnava Pitagora. L’antica Magna Grecia, piaccia o no, è uno dei territori più civili al mondo. Anzi: ha “insegnato” i concetti di civiltà, di armonia e di bellezza all’intero Occidente. E si badi, queste parole non sono frutto di un improbabile revanscismo meridionalista, o di un ridicolo provincialismo acritico, ma di piena consapevolezza dell’immenso valore culturale del Sud e dei suoi uomini migliori.
In questi giorni il nostro Paese sta dibattendo sul “Ddl Zan” contro l’omotransfobia, facendo intendere che sia una battaglia di civiltà. È altrettanto civile iniziare ad affermare che il Sud è una delle realtà del mondo più culturalmente avanzate e ricche di matrici identitarie positive? Sarebbe altrettanto civile punire chi taccia qualcuno di essere un “terrone”? L’antimeridionalismo, comunque declinato, è un disvalore inaccettabile o no? Vogliamo gridare a voce alta che è un luogo comune, tanto assurdo quanto errato, che il Nord è un paradiso in terra e il Sud è solo negatività? Vogliamo riconoscere che proprio l’emergenza Covid ci ha spiegato che il modello sociale ed economico del Mezzogiorno è addirittura più sostenibile rispetto a quello di tante aree iper-industrializzate o addirittura disumanizzate? Vogliamo discutere di queste cose o è più utile continuare a proporre lo schema di un Mezzogiorno sprecone, lavativo e disorganizzato?
Per ritornare al tema sollevato da Lilli Gruber, è un dato oggettivo, riconosciuto anche dal Ministero della Giustizia, che il Distretto di Catanzaro sia un’eccellenza. Lo dicono anche i numeri e le statistiche ufficiali, sempre che ogni valutazione sui meriti delle persone possa e debba essere giudicata solo da formule aritmetiche. Allora diciamolo chiaro e siamo conseguenziali, così come è stato ricordato durante l’ultima puntata di “Otto e Mezzo”. Se in Italia (in tutto lo Stivale, dalle Alpi a Pantelleria) si vogliono affrontare le questioni dei ritardi del sistema giustizia, comprese le evidenti distorsioni emerse in questi ultimi mesi, Catanzaro e i suoi magistrati, così come altre realtà del Sud del Paese, possono essere chiamati a “parlare” più che ad “ascoltare”, a spiegare percorsi virtuosi, a indicare soluzioni praticabili e praticate. La ministra Carfagna sa bene che un Nuovo Meridionalismo passa senz’altro dal pieno auto-riconoscimento di alcuni gravi limiti del Sud, ma anche da una consapevole massima valorizzazione delle sue grandi qualità ed eccellenze. Questa vicenda della “Commissione” potrà essere utile, proprio per la rilevanza mediatica che ha avuto, a riconsiderare su basi nuove il rapporto che lo Stato Italiano ha con il Sud del Paese, riflettendo nel profondo tutti, con massimo rigore anche scientifico, su meridionalismo e antimeridionalismo, categorie che agli inizi del terzo millennio meritano entrambe di essere profondamente ripensate.

Immagine pubblicata: Lilli Gruber ieri sera su La7

Condividi su Whatsapp
198 Condivisioni

Commenti

Clicca qui per commentare

 

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA