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Comunali Reggio Calabria, Pazzano: “I nostri paletti sono il contrasto alla masso-ndrangheta e l’antifascismo”

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, a sostegno del candidato della coalizione civica di sinistra

Il sindaco di Napoli e fondatore di demA, Luigi De Magistris, è tornato a Reggio Calabria per sostenere il candidato a sindaco Saverio Pazzano e la sua coalizione formata dalle liste ‘La Strada’ e ‘Riabitare Reggio’.

“Vogliamo costruire un Sud fatto di dignità e autorevolezza – ha detto De Magistris – noi non andremo mai a Roma con il cappello in mano, non ci facciamo fare gli emendamenti su misura. I diritti si conquistano, non si comprano al mercato, perché se li compri al mercato c’è qualcuno che ti metterà il guinzaglio per sempre”. “Con un centrosinistra tradizionale che in vent’anni non ha fatto niente di sinistra, amministro quella che nei fatti è la città più di sinistra d’Italia”. Quindi il riferimento alla lotta alle mafie e alla corruzione: “In questo Paese non ne parla più nessuno; e la mafia non è solo quella con la coppola e che spara: la mafia più forte, ormai lo sappiamo, è quella che sta nella finanza, nell’economia, nella politica, e purtroppo anche nella magistratura e negli organi di controllo. Queste cose possono dirle solo le persone libere, e le persone in lista con Pazzano sono libere, non hanno un prezzo”.

Pazzano nel suo intervento ha poi chiarito: “Noi abbiamo unito, non diviso. Abbiamo unito persone senza voce, persone che si sentivano periferie umane nelle periferie urbane. Ci accusano di aver diviso, perché abbiamo dovuto dire dei no. Ma i no vanno detti in politica. Abbiamo messo solo due paletti: il contrasto alla masso-ndrangheta e l’antifascismo e, attorno a questi due pilastri, ci siamo riuniti e siamo diventati una bellissima famiglia”.

Nel programma “una Reggio multicentrica e bandiera blu, che recuperi il rapporto con l’ambiente e con la mobilità dolce. E poi lo Stretto patrimonio Unesco, non più ostaggio di apparati che promettono di prendere milioni su milioni per fare un ponte che non si farà mai”. E infine l’appello finale il popolo degli astenuti: “Abbiamo trovato molta rassegnazione in migliaia persone, ma a chi si astiene dobbiamo dire che non è giusto consegnare la città ai potentati e ai compromessi di entrambi gli schieramenti. La logica del meno peggio ci ha portato a questo risultato. Dobbiamo dimostrare che le persone libere ce la possono fare, perché sono la maggioranza. Quello che vogliamo è scuotere questa città dalle fondamenta”.

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