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Contrabbando oli, dieci misure cautelari emesse a Catanzaro

È stata colpita una nuova frontiera dei reati economici. Così i vertici della Procura di Catanzaro e della Guardia di finanza hanno sintetizzato l’importanza dell’operazione “Oro nero” che questa mattina ha portato all’emissione di dieci misure cautelari: sei in carcere e quattro ai domiciliari. Si tratta, hanno spiegato, di una vera e propria associazione per delinquere dedita al contrabbando di oli minerali e all’evasione fiscale. Un business milionario che nell’ultimo anno avrebbe consentito agli indagati di evadere imposte per il valore di due milioni di euro. “La Procura di Catanzaro – ha sottolineato il procuratore capo Nicola Gratteri – non fa solo indagini sulla ‘ndrangheta, sul traffico internazionale di sostanze stupefacenti o per perseguire reati contro la Pubblica amministrazione, ma si occupa anche di reati di natura economica e finanziaria. Si tratta di un tipo di indagine che si fa poco in Italia, perché faticosa, e raggiungere la prova in questi contesti è assai complesso. Anche in questo caso la Guardia di finanza di Catanzaro ha dimostrato la sua elevatissima qualità”. Come sottolineato dal comandante regionale delle fiamme gialle, il generale Gianluigi Miglioli, proprio grazie all’intuito dei finanzieri è stato possibile disarticolare l’organizzazione che si estendeva su tutto il territorio nazionale. “Al vertice dell’associazione – ha spiegato l’alto ufficiale – c’erano due calabresi che utilizzavano il gasolio agricolo, che costa 50 centesimi per litro in meno rispetto al normale carburante, per autotrazione con un guadagno illecito milionario”. “Il contrabbando di oli minerali è un affare che trova mercato in tutta Italia”, ha sottolineato il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri che ha coordinato le indagini assieme al sostituto procuratore Debora Rizza. “Un mercato – ha aggiunto – che parte dalla Calabria e si propaga in Puglia fino in Emilia Romagna. Nonostante i sequestri effettuati il gruppo ha proseguito nelle attività illecite. Ad ogni sequestro trovava modo di rintracciare nuovo canali per i propri traffici”. Il comandante provinciale della finanza, colonnello Davide Rametta, e il comandante del gruppo, il colonnello Marco Letizi, hanno invece ricostruito i 13 mesi di indagini partiti il 30 dicembre 2015 quando, alle 3 di notte, nei pressi di Botricello, è stata intercettata e sequestrata un’autocisterna con 11.400 litri di gasolio agricolo

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