lunedì, 22 luglio 2024

Ai criminali di finanza e banche confisca dei beni come per i mafiosi

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Contro quanti hanno commesso crimini di natura finanziaria e bancaria esiste una sola medicina: applicare le stesse norme nate per contrastare la mafia, la ’ndrangheta e la camorra. Chiunque abbia minato il sistema creditizio italiano, rendendo facile e insolvibile il credito per i soliti noti, mentre ci si è accaniti contro le piccolissime imprese e i poveracci, occorre utilizzare le stesse armi adottate per la lotta al crimine organizzato: carcere duro per i colpevoli, sequestri dei beni privati e successive confische. Ed è soprattutto su quest’ultimo punto che bisogna insistere: non possiamo subire oltre al danno la beffa. Non possiamo veder circolare liberamente e fare la bella vita, e magari spacciarsi per grandi professionisti o grandi imprenditori, soggetti che hanno devastato il sistema finanziario o bancario italiano, per responsabilità dirette, per atteggiamenti omissivi, per complicità di fatto, per “associazione esterna”, per “scambio di favori”. Ovviamente, come in ogni Stato di diritto, sarà la magistratura a dover stabilire le responsabilità di ognuno. Ma alla magistratura occorre fornire le normative adeguate e giuste. Sequestro e confisca dei beni, anche prima della galera. E poi carcere lungo e duro. Perché in questo Paese abbiamo visto e vediamo padri di famiglia, piccole imprese, imprenditori deboli costretti a subire le regole più rigide del sistema bancario, senza tregua, senza pietà, con controlli radicali sul merito creditizio. E come è stato possibile, invece, in altre circostanze, concedere fidi per milioni di euro senza che ci fossero adeguate garanzie? Chi non ha fatto il proprio dovere? Chi, nel peggiore dei casi, ci ha “mangiato” su? Si pensi a quanti piccoli imprenditori e padri di famiglia sono stati negati piccoli prestiti o mutui per insufficienza del tanto declamato merito creditizio. Poveri cristi rientrati a casa senza riuscire più a dormire! Alla faccia del merito creditizio!

Questo quadro di ingiustizia economica e sociale è stato ancora più vero al Sud e in Calabria, dove il tessuto economico-produttivo è assai debole, e dove tantissime famiglie vivono in condizioni di precarietà. Quanti hanno devastato il sistema finanziario e bancario hanno avuto, come impatto sociale, la stessa potenza dirompente dei mafiosi. E quindi alla stregua di mafiosi devono essere trattati. Altrimenti proveremo, in modo lampante, che urlare contro la “mafia nera” è giusto e conviene, ma che tollerare la “mafia bianca” conviene ancora di più! (Muriatico)