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Coronavirus, approvato il Piano vaccinale in Calabria: quattro le fasi di vaccinazione

“Siamo come si dice un work in progress. E in questo senso abbiamo cercato di fare un Piano vaccinale nel modo più razionale e puntuale possibile e il migliore possibile anche dal punto di vista scientifico in modo da favorire la somministrazione dell’unico rimedio che ci consentirà l’uscita dal tunnel”. Lo ha detto il Commissario ad Acta per la sanità in Calabria, Guido Longo, all’indomani dall’approvazione del documento (LEGGI QUI) che traccia la “road map” vaccinale e che è stato inviato al ministro della Salute Roberto Speranza.

“Speriamo così – ha aggiunto Longo – e stiamo lavorando per poter fare fronte alla futura vaccinazione di massa. Le difficoltà certo ci sono state ma hanno riguardato comunque un po’ tutte le regioni. La nostra possiamo dire che è una macchina diesel che ha un avvio lento ma poi marcia spedita. Adesso siamo impegnati per fare meglio rispetto alla fase iniziale. Poi si vedrà”. Il piano licenziato dall’ufficio del Commissario, soggetto attuatore, che ha lavorato all’elaborazione del documento assieme al delegato per l’emergenza Antonio Belcastro “proprio per dare continuità all’azione svolta”.

La Regione Calabria, al fine di ottimizzare l’organizzazione di spazi e diversificare funzioni e compiti nel processo di somministrazione del vaccino Pfizer/Biontech e, quando si renderà disponibile per la somministrazione all’utenza, quello di Moderna, ha deciso di utilizzare le strutture Hub, Spoke e territoriali, individuando almeno un centro di stoccaggio per ciascuna provincia. Il vaccino Pfizer-BioNTech verrà consegnato direttamente ai punti Hub e Spoke individuati, ciascuno munito di ultracongelatori in grado di garantire una temperatura di – 75°C, verificando l’eventuale necessità di ulteriori acquisizioni per potenziare la possibilità di stoccaggio.

I 4 centri Hub regionali e gli spoke di Crotone e Vibo Valentia hanno il compito di:
• ricevere e stoccare, prioritariamente all’interno della Farmacia ospedaliera, i vaccini che vengono loro consegnati direttamente dall’azienda farmaceutica produttrice. I vaccini che necessitano di catena del freddo estrema, infatti, verranno consegnati nei centri in cui sono disponibili congelatori adeguati;
• provvedere alla somministrazione del vaccino al proprio personale e contribuire alla somministrazione del vaccino dei target previsti dalla fase I.
• distribuire i vaccini, ai fini della loro somministrazione nei presidi direttamente gestiti dagli stessi Hub e Spoke, nelle RSA e strutture per anziani che a loro afferiscono per competenza territoriale.

I centri vaccinali, individuati dalle Aziende Sanitarie Provinciali cui afferiscono, hanno il compito di:
• ricevere e stoccare per il tempo necessario, prima della somministrazione, i vaccini ricevuti utilizzando i metodi di conservazione a loro disposizione come previsto da AIFA;
• procedere alla somministrazione del vaccino al personale previsto dalla fase I afferente al territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di riferimento, previa prenotazione sotto la supervisione e la responsabilità dell’ ASP.

Quattro le fasi di vaccinazione

La prima fase ha visto e vede la vaccinazione degli operatori sanitari, nonchè personale ed ospiti delle strutture socio sanitarie per anziani; la seconda fase riguarderà soggetti di età compresa tra i 60 e i 79 anni e i soggetti di età inferiore con situazioni di rischio clinico; soggetti appartenenti a gruppi socio demografici a rischio più elevato di malattia o morte; insegnanti e personale scolastico ad alta priorità; ultra 60enni e soggetti di età inferiore con comorbidità severa, immunodeficienza etc; gruppi socio demografici a rischio più elevato di malattia o morte; insegnanti e personale scolastico ad alta priorità. Nella terza fase saranno vaccinate la restante parte del personale scolastico; personale dei servizi essenziali; popolazione carceraria e relativo personale; popolazione generale con comorbidità moderata di ogni età; personale deputato a garantire ordine pubblico (VV.FF., Polizia, Carabinieri, Polizia locale, Guardia di Finanza, Esercito, Protezione Civile ecc.); personale addetto ai servizi di trasporto pubblico e addetti al trasporto di prodotti di prima necessità; personale addetto ai servizi postali; personale deputato a mantenere erogazione acqua potabile, energia elettrica gas e telefono (contingenti minimi a garantire il servizio); personale deputato allo smaltimento rifiuti (contingenti minimi a garantire il servizio). La fase quattro riguarderà la rimanente popolazione.

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