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Coronavirus, Crema: 75enne di origini calabresi affetto scappa da ospedale

L'uomo è stato fermato alla stazione e riportato nel nosocomio. A Reggio università chiusa fino a domenica
(l'ospedale di Crema)

Nella tarda mattinata, da Crema, è rimbalzata la notizia di un uomo di 75 anni di origini calabresi, residente a Codogno ed affetto da Coronavirus, che ieri sera ha lasciato il pronto soccorso dell’ospedale di Crema. L’uomo ha raggiunto la stazione ferroviaria ed è saluto sul treno per Cremona. Rintracciato sul suo cellulare, è stato poi fermato proprio alla stazione di Cremona e poi portato in ospedale. C’è da sperare che col suo comportamento non abbia causato l’infezione ad altre persone.

Il caso a Reggio Calabria

Ci vorrà qualche giorno per capire se anche Reggio Calabria, ovvero, l’Università Mediterranea debba scontare gli effetti dell’epidemia da coronavirus dopo che un docente del dipartimento di agraria è risultato positivo al test. Il docente ora si trova a Catania, sua città di residenza, ricoverato nell’ospedale Cannizzaro, in condizioni stabili e che non destano preoccupazione. L’ultima volta che ha frequentato i locali dell’ateneo reggino risale al 19 febbraio scorso, due settimane fa. L’allarme è scattato ieri pomeriggio, dopo che il rettore dell’Università di Catania aveva reso noto che tre docenti del suo ateneo erano risultati positivi al primo test. Immediatamente dal dipartimento di agraria è stato diramato un avviso a tutto il corpo docente e ai rappresentanti degli studenti in cui si sottolineava l’importanza che tutte le persone che sono state a contatto col docente lo comunichino subito al proprio medico curante.

Ovviamente, sono scattati protocolli e procedure che vengono adottati in questi casi: il rettore, Marcello Zimbone, ha disposto la chiusura, dal 4 all’8 marzo, di aule didattiche e locali per permettere le operazioni di disinfestazione e sanificazione e per adottare misure precauzionali di contenimento dell’eventuale rischio di contagio. Inoltre, le sedute di laurea già programmate fino al 19 marzo prossimo saranno effettuate solo con la presenza in aula degli studenti, mentre parenti ed ospiti potranno seguire le cerimonie dall’esterno della cittadella universitaria per mezzo di canali telematici. Misura dolorosa, come sta avvenendo in altre università italiane, ma necessaria per tutelare la salute. Per i sindacati, tuttavia, non basta: per Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals ed Usb le misure adottate sono insufficienti ed occorre chiudere tutti i plessi e sanificare tutti i locali e gli uffici.

(fonte foto: crema.laprovinciacr.it)

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