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Coronavirus: i casi di contagio in ospedale fanno paura, e il Gom sospende le attività ambulatoriali ed intramoenia

Dopo i nove nuovi casi positivi al coronavirus nel Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, tra i quali sono compresi anche alcuni operatori sanitari, la direzione dell’ospedale ha intensificato le misure di sicurezza già adottate ed ha deciso di sottoporre a tampone tutti i ricoverati e tutto il personale, a partire dai reparti interessati. Tra le persone che hanno contratto il virus ci sarebbero infermieri e medici, e tra questi ultimi anche un primario.

I casi di contagio da Sars-Cov2 di queste ultime settimane fanno paura ed inducono ad adottare misure più stringenti e nuove chiusure. Ma i contagi in ospedale terrorizzano, perché le strutture sanitarie sono un veicolo straordinariamente veloce per diffondere i virus, e perché dopo quello che è accaduto nel febbraio e marzo scorsi sappiamo che uno degli errori più drammatici commessi in Lombardia è stato proprio quello di non chiudere gli ospedali di Alzano e di Nembro: i reparti rimasti operativi, la contiguità degli spazi, la mancanza di zone-filtro, il transito di medici ed infermieri tra i vari reparti, incrociando pazienti ambulatoriali e parenti di degenti, i locali di ristorazione piccoli ed affollati hanno diffuso il contagio con eccezionale velocità, tanto che si è parlato di ospedalizzazione del virus.

Gli errori commessi alcuni mesi fa rappresentano oggi un patrimonio di conoscenze importante per fronteggiare i focolai, ed anche a Reggio Calabria si tesaurizza l’esperienza per limitare i danni. Da ieri, per entrare in ospedale si usa un unico varco, presso il quale è stato installato un termo-scanner per il controllo della temperatura corporea sia del personale sanitario che degli utenti. Una misura necessarie ed obbligata per controllare più efficacemente ogni ingresso. Ovviamente, le attività specialistiche ambulatoriali e le attività intramoenia, che solo da poco erano riprese e delle quali lentamente si stava smaltendo l’arretrato, sono state sospese. I nove casi rilevati nell’ospedale reggino sono stati scoperti nelle ore successive alla trasmissione dei dati per il bollettino quotidiano della Regione Calabria, e quindi faranno parte del dato odierno sull’andamento dell’epidemia. La direzione aziendale dell’ospedale di Reggio Calabria ha invitato la popolazione a recarsi nel nosocomio, specie al Pronto Soccorso, solo in caso di effettiva necessità, proprio per evitare che la struttura possa diventare un potenziale centro di diffusione del contagio. Ma un invito a comportamenti e stili di vita adeguati alla delicatezza del momento è stato rivolto anche a tutti gli operatori sanitari.

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