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Covid: il blocco degli ingressi durante il primo lockdown salvò la Calabria dalla catastrofe sanitaria

E' quanto emerge dallo studio "SARS-CoV-2 Spread Dynamics in Italy: The Calabria Experience", condotto da 12 ricercatori, di cui otto dell'Università Magna Grecia di Catanzaro
fuga da Milano prima del lockdown (marzo 2020)

Il blocco degli ingressi durante il primo lockdown, salvò la Calabria dalla catastrofe sanitaria. Questa la conclusione dello studio “SARS-CoV-2 Spread Dynamics in Italy: The Calabria Experience”, condotto da 12 ricercatori, di cui otto dell’Università Magna Grecia di Catanzaro – Ludovico Abenavoli, Pietro Cinaglia, Anna Caterina Procopio, Raffaele Serra, Isabella Aquila, Christian Zanza, Yaroslava Longhitano, Marco Artico, Tiziana Larussa, Luigi Boccuto e Pietrantonio Ricci – pubblicato sulla National Library of Medicine, la più grande biblioteca medica del mondo.

Il primo caso di infezione da SARS-CoV-2 (cioè COVID-19) è stato ufficialmente registrato dal Servizio Sanitario Nazionale Italiano il 21 febbraio 2020. La Lombardia è stata la prima regione italiana ad essere stata colpita dalla pandemia. Successivamente, tutta la parte settentrionale dell’Italia ha registrato un elevato numero di casi, mentre il Sud è stato colpito a seguito delle ondate migratorie. L’8 marzo il Governo italiano ha emesso un decreto che ha imposto un blocco totale definito come stato di isolamento e accesso limitato in Lombardia e nelle altre 14 province del Nord Italia.

E’ stato analizzato l’andamento del virus nel periodo compreso tra il 24 febbraio e l’8 settembre 2020, concentrandoci sulla Calabria, per quanto riguarda le seguenti voci: nuovi positivi, variazione dei positivi totali e dei casi totali. Inoltre, abbiamo incluso altre informazioni, come il periodo di incubazione, il periodo di risoluzione dei sintomi, il periodo di quarantena.

Il 27 marzo, la curva epidemica è aumentata con 101 nuovi casi positivi convalidando l’ipotesi che questo evento anormale fosse correlato allo spostamento di persone non residenti, residenti nel Nord Italia, nelle regioni di origine del Sud. La curva epidemica ha mostrato un trend decrescente nel periodo successivo al blocco dimostrando l’efficacia di questa misura. Dalla fine del lockdown (4 maggio) all’8 settembre, il trend registrato è stato -94,51%. Un tasso di crescita negativo indica che il numero di nuovi casi positivi è inferiore al numero di pazienti guariti.

Questo studio – indicano le conclusioni – descrive l’efficacia della politica del governo italiano, in particolare il ruolo del blocco, per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 in Calabria, una regione con un basso tasso di infezione da SARS-CoV-2 entro il periodo registrato.

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