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Coronavirus, in Calabria 12 morti e 335 contagi: ieri la giornata peggiore

La situazione aggiornata alla tarda mattinata del 25 marzo

Cinque morti in un giorno, 12 in totale, e 335 contagi, con una tendenza che inizia pericolosamente ad impennare. In Calabria, come anche in altre regioni del Centro e del Nord, si attende l’aumento dei casi di positività al coronavirus legata al flusso incontrollato dei rientri seguiti alle restrizioni ed alle limitazioni imposte dal governo per contenere la diffusione dell’epidemia. Quella di ieri è stata la giornata peggiore per quel che riguarda il numero dei decessi: in quattro casi su cinque si è trattato di ultra 65enni gravati da altre patologie, due anziani di San Lucido, che con tre vittime è il comune col maggior numero di lutti, un 79enne ed un 86enne deceduti a Reggio Calabria, ed una donna di Corigliano di 57 anni morta nell’ospedale di Cetraro.

Le persone positive

Il numero delle persone positive al Coronavirus in Calabria, ufficialmente 319, ora sarebbe salito a 335, 32 casi in più rispetto a lunedì, con Cosenza che ha fatto registrare il numero peggiore, 18 casi, seguita da Crotone con 7, Catanzaro con 4, Vibo Valentia con 2 e Reggio Calabria con un solo caso, anche se nel territorio finora più penalizzato dai numeri è presto per allentare la guardia, anche a causa dell’incostanza della curva epidemica.

La “chiusura” di Bocchigliero

Ieri sera, la presidente della regione, Santelli, ha chiuso il settimo comune calabrese, quattro dei quali in provincia di Cosenza, in cui il numero dei contagi era diventato preoccupante, ovvero quello di Bocchigliero, nel cuore della Sila cosentina. Il primo caso è stato scoperto tre giorni fa, ma finora le persone positive sono sei, tutte gravitanti intorno alla casa di riposo nella quale il contagio si sarebbe diffuso. Sei casi su una popolazione di poco più di 1.200 abitanti, per la gran parte anziani, ha fatto temere una diffusione rapidissima e fatto scattare il divieto di entrata ed uscita ed il protocollo che prevede l’isolamento del territorio. Ancora da stabilire come il virus abbia fatto ingresso nella struttura che ospita anziani.

Risolta la querelle agli imbarcaderi di Villa

Infine, si è fortunatamente risolta la vicenda delle persone, quasi tutti siciliani, rimaste bloccate per più di una giornata a Villa San Giovanni perché non in regola con le disposizioni del governo per contenere il contagio, e dunque per via della chiusura degli ingressi decretata in Sicilia a causa dell’emergenza. Poco dopo le 23, un primo gruppo di 150 persone si è imbarcato su una nave diretta a Messina ed ora si trovano in isolamento in un albergo. Per motivi di sicurezza, l’imbarco è stato effettuato dal porto di Reggio Calabria. Le altre persone rimaste bloccate sulla sponda calabrese dello Stretto, una novantina, resteranno in quarantena in Calabria, ed anche per loro si cercherà una sistemazione alberghiera. L’intervento di stanotte ha comunque permesso, quanto meno, di allentare la tensione che si era creata nel piazzale di stoccaggio dei mezzi, quasi tutti autotreni che trasportano merci, cioè che riforniscono i negozi che sono sempre rimasti aperti in questi giorni di crisi.

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