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Coronavirus, in ginocchio il settore del turismo: viaggi annullati e prenotazioni cancellate (VIDEO)

Per Federalberghi «in pochissimo tempo la situazione è precipitata»

Viaggi annullati, prenotazioni cancellate. Le gite scolastiche come punta di un iceberg le cui dimensioni potrebbero crescere in maniera insopportabile. Il settore del turismo, che contribuisce a comporre circa il 10% del Pil e che dà lavoro ad oltre 4 milioni di persone tra fissi e stagionali, è uno dei comparti economici più colpiti dall’emergenza coronavirus. Già il blocco dei voli dalla Cina aveva messo in allarme gli operatori: sui circa 5 milioni di pernottamenti di turisti cinesi attesi nella città italiane nel corso del 2020, si era calcolato che almeno un 25% sarebbe saltato. Anche perché circa un quarto di tutti gli arrivi turistici di cinesi in Italia si colloca storicamente nel periodo tra il 25 gennaio e l’8 febbraio, più o meno in coincidenza col Capodanno cinese. Adesso, però, col violento atterraggio del virus in Lombardia e Veneto è molto peggio.

“In pochissimo tempo la situazione è precipitata”, avverte il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, il quale ritiene comprensibile che i dirigenti scolastici abbiano annullato le gite scolastiche. Ma anche convegni, fiere e spettacoli sono stati rinviati a data da destinarsi e così è saltato tutto il business collegato ad alloggi e ristorazione. Senza contare i problemi che gli italiani stanno riscontrando nei loro spostamenti all’estero, ed il crescente numero di paesi che sta sconsigliando ai propri cittadini i viaggi in Italia. E quelli che decidono di venirci lo stesso, al ritorno dovranno scontare un periodo di quarantena, il che rappresenta un deterrente non da poco. Per fare un esempio, gli albergatori di Venezia hanno denunciato di avere avuto in questi giorni il 40% di disdette, anche se il dato è purtroppo ancora in crescita. Fino alla settimana scorsa, per quest’anno Federturismo stimava perdite nel settore di circa 5 miliardi di euro, ma a causa dell’evoluzione del contagio le stime sono diventate impossibili. Di sicuro, è saltata la programmazione dei ponti primaverili e pasquali e si registrano importanti frenate anche nelle prenotazioni del secondo semestre del 2020.

Le principali associazioni del settore hanno scritto alla Presidenza del Consiglio per chiedere lo stato di crisi con misure specifiche ed urgenti a sostegno di imprese e lavoratori, facendo presente che la situazione è di una gravità assoluta e quasi fuori controllo. La presidente di Fiavet, Ivana Jelenic, ha detto di aspettarsi un intervento forte e mirato perché le imprese turistiche non possono essere lasciate sole: “se crolla il turismo – le parole della Jelenic – non ce n’è più per nessuno”. Ed in effetti, la posta in gioco è molto alta, basti considerare che nei soli mesi di febbraio e marzo le strutture ricettive italiane ospitano 14 milioni e mezzo di turisti italiani e stranieri, per quasi 40 milioni di pernottamenti. Ed al contrario di quel che si potrebbe credere non siamo in bassa stagione poiché, dal Carnevale alle settimane bianche, dalle gite scolastiche ad importanti manifestazioni fieristiche, per alcune aree del Paese questo è un periodo di intensa attività. In Italia sono quasi 216 mila gli esercizi ricettivi, 12 mila le agenzie di viaggio. Nel 2018 sono transitati nei nostri aeroporti più di 180 milioni di persone, quasi 80 milioni nei porti. Ed il trasporto ferroviario assicura 4 milioni e mezzo di convogli.

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