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Coronavirus, quanto costa attrezzare un posto letto di Terapia Intensiva? (VIDEO)

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Mentre ancora si attende il picco del contagio, l’emergenza coronavirus ci impone di potenziare urgentemente in tutta Italia il servizio di terapia intensiva, che deve assistere le persone con grave insufficienza respiratoria e cardiocircolatoria e per un tempo anche piuttosto lungo, circa un mese contro le due settimane di media degli altri accessi. Un infettato ogni 10 finisce per sviluppare gravi infezioni dell’apparato respiratorio. Pochi giorni fa è stato pubblicato uno studio che tiene conto degli scenari peggiore e più favorevole: nel più infausto, in Italia i contagiati potrebbero arrivare a 24 milioni, con un fabbisogno di 2 milioni e 800 mila ricoveri totali, un milione e 200 mila dei quali in terapia intensiva. Secondo l’ipotesi più ottimistica, arriveremmo a 6 milioni di casi e 60 mila ricoveri, 25 mila dei quali in terapia intensiva.

Ma in Italia, i posti di questo delicatissimo settore sono appena 5.090, contro i 28 mila della Germania. Entro la fine di marzo si prevede di portarli a più di 6 mila, con un incremento del 20%, ma non basta: secondo la circolare del 4 marzo scorso del ministero della salute, il numero dei posti-letto dei reparti di terapia intensiva deve aumentare del 50%, ovvero di altre 2.500 unità. Il cambio della strategia di contenimento, con la quarantena estesa a tutto il Paese, sarà decisivo per fermare la diffusione del contagio ma è evidente che il carico sul servizio sanitario nazionale dipenderà da quanto concentrata nel tempo sarà l’epidemia, ed è altrettanto evidente che le terapie intensive vanno immediatamente potenziate. Dopo anni di tagli, ci troviamo in una condizione di straordinaria emergenza. Ma quanto costa la terapia intensiva? Ogni posto-letto vale circa 80 mila euro. Anzitutto, c’è il letto vero e proprio, altamente tecnologico, 15 mila euro di costo. Poi ci sono i ventilatori polmonari di alta fascia, decisivi per la respirazione, altri 30 mila euro. Il monitor su cui compaiono i parametri vitali costa 16 mila euro, il pensile con le attrezzature necessarie 20 mila euro. Inoltre, si devono aggiungere le attrezzature condivise dall’intero reparto, la centralina per i dati di tutti i pazienti, ecografi, broncoscopi, monitoraggio emodinamico, macchine che insieme valgono altri 65 mila euro, senza dimenticare l’Iva, che è attorno al 20%. Poi c’è il personale, e dall’inizio dell’emergenza il numero di medici ed infermieri occorrenti per paziente è aumentato. Al momento, si prevede che il picco del contagio si possa raggiungere verso la metà di aprile, e quindi ci sono solo pochi giorni per mettere a disposizione le attrezzature e reclutare il personale. Una sfida enorme, la più difficile che il Paese si è trovato ad affrontare in tempo di pace.

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