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Coronavirus, report Iss: “Calabria a rischio moderato, ma con alta probabilità di peggioramento”

Indice di contagio Rt nella nostra regione è a 0,81

La Calabria fa parte delle 14 regioni che al momento hanno “una classificazione di rischio moderato”, con un indice di contagio Rt a 0,81. Ma fa anche parte delle nove che, tra queste, “hanno una alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane”. Lo si evince – scrive AdnKronos – dalla bozza del report Istituto superiore di sanità-ministero Salute con il monitoraggio dell’epidemia di Covid in Italia nella settimana 22-28 febbraio con aggiornamento al 3 marzo.

Dieci regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1“. Sono Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Trento, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto, spiega il report. Di queste 10 regioni, “il Molise ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1.25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/province autonome hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno”, si spiega.

Sei Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche) hanno un livello di rischio alto” evidenzia la bozza del report. Inoltre, si registra “per la quinta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Solo una Regione, la Sardegna è a rischio basso“.

“Sono 14 le Regioni e province autonome con una classificazione di rischio moderato: Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, provincia di Bolzano, provincia di Trento, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto – prosegue il report – Di queste nove hanno una alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane: Calabria, Molise, Piemonte, la provincia di Trento, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto”.

Quindi “si ribadisce, anche alla luce dell’aumento sostenuto della prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità“.

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