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Coronavirus, salgono a cinque le vittime in Calabria: l’ultima un 69enne reggino (VIDEO)

L'uomo è deceduto nella tarda serata di ieri nel reparto di terapia intensiva del GOM

Sono salite a cinque le vittime del coronavirus in Calabria. L’ultima è un uomo di Reggio Calabria che aveva 69 anni e che risiedeva nel quartiere Gallico, deceduto nella tarda serata di ieri nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Reggio Calabria. Si trattava di un paziente con un quadro clinico difficile a causa delle patologie da cui era affetto. Per la provincia di Reggio Calabria si tratta della seconda vittima, la quarta in poco più due giorni nella nostra regione. Nel quartiere Gallico, zona nord di Reggio Calabria, circa 15 mila abitanti, uno dei più popolosi, il numero dei contagi è piuttosto alto, il che potrebbe anche indurre a provvedimenti di contenimento più drastici. Per quanto riguarda il numero delle persone contagiate, stamattina sono emersi altri 11 casi di contagio rispetto a quelli del bollettino ufficiale di ieri sera della Regione, sicché al momento le persone trovate positive sono 218. Un altro caso di positività è emerso a Reggio Calabria, dove il dato è ora di 74 persone interessate, con 24 ricoveri, 4 dei quali in terapia intensiva, 1 in pneumologia e 19 nel reparto di malattie infettive. Stamattina anche l’azienda ospedaliera di Catanzaro ha reso noti i tamponi effettuati dopo la diramazione del bollettino, 94 in tutto, con 14 nuovi casi di positività, 5 a Crotone, altrettanti a Vibo Valentia e 4 a Catanzaro. Un aumento che tuttavia è in linea col trend degli ultimi giorni. Nell’area centrale della nostra regione sono dunque 101 i tamponi che fin qui hanno dato esito positivo, 50 a Crotone, dove però la media è più alta, 38 a Catanzaro e 13 a Vibo Valentia. In quarantena ci sono poco meno di 6 mila calabresi, e quasi la metà di essi risiedono in provincia di Reggio Calabria, mentre sono quasi 10 mila le persone rientrate da altre parti del Paese e che lo hanno comunicato, registrandosi sul sito della Regione. In queste ore ha preso il via l’operazione di estensione a tappeto dei tamponi a tutti gli operatori sanitari: si comincia con medici, infermieri ed operatori dei reparti più a rischio, che cioè sono stati a più stretto contatto con pazienti positivi o critici, ma alla fine verranno raggiunti tutti. Sarebbe stato meglio farlo prima, ma i protocolli non prevedevano il tampone per gli asintomatici, e la Calabria si è adeguata. I risultati della campagna avviata in Veneto hanno però persuaso tutte le regioni che la strategia scelta dal presidente Luca Zaia, mutuata da quanto era avvenuto in Corea del Sud, e che ora anche il nostro ministero della salute si accinge ad adottare, è la migliore possibile per scovare chi ha contratto l’infezione e, senza saperlo, continua a diffonderla. Anche su un altro fronte la Calabria ha deciso di seguire una regione del nord: come ha fatto il suo collega lombardo, Fontana, la presidente Santelli ha chiesto al presidente del Consiglio, Conte, ed al ministro della difesa, Guerini, di inviare in Calabria l’Esercito per affiancare le forze dell’ordine nelle operazioni di controllo del rispetto delle misure restrittive imposte dal 10 marzo a tutto il Paese. Nella missiva, la Santelli lamenta che sono ancora troppi coloro che trasgrediscono alle prescrizioni imposte a livello nazionale, e dunque diventano un potenziale veicolo della diffusione del contagio e rappresentano una minaccia per tutti.

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