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Coronavirus, salgono i contagi in Italia: l’indice RT su in 12 regioni

I contagi da coronavirus risalgono, ed in Italia il livello dell’allarme cresce. Coi 402 nuovi casi di ieri si è sfondata quota 249 mila contagiati ed il ministero della Salute, nel suo monitoraggio settimanale relativo al periodo tra il 27 luglio ed il 2 agosto scorsi ha rilevato che la tendenza ha ripreso ad aumentare perché persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni ad esso favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da stati esteri. Pertanto, dal ministero è stata ribadita la necessità di rispettare i provvedimenti di quarantena per chi rientra da quei paesi per i quali è prevista, sia a seguito di una precisa richiesta dell’autorità sanitaria. In caso contrario, avverte il rapporto, potremmo assistere ad un aumento rilevante del numero di casi a livello nazionale. La situazione descritta nel rapporto è relativa ad infezioni registrate nella seconda decade di luglio, e mostra segnali di allerta che confermano l’opportunità di mantenere le misure di controllo e di prevenzione già adottate. Ed è questo il punto: secondo i tecnici, sebbene non attraversi una fase critica il quadro generale della trasmissione del virus nel nostro Paese mostra sempre più dei segnali che richiedono una particolare attenzione. L’incidenza cumulativa nelle ultime due settimane è in aumento, e sono 12 le regioni con l’indice Rt sopra 1. L’Rt più alto è in Sicilia (1,62), poi ci sono le due province del Trentino Alto Adige, Bolzano con 1,43 e Trenao ad 1,28, alla pari col Veneto. Quindi Campania (1,25), Toscana (1,2), Liguria (1,16), Marche (1,13), Puglia (1,1), Lazio (1,08), Lombardia (1,04) ed Emilia Romagna (1,01). Ad indice zero sono solo tre regioni, Molise, Basilicata e Calabria. Ieri, durante l’informativa al Senato, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha detto che l’Italia sta lavorando con la Commissione europea per chiudere contratti con tutte le case farmaceutiche che lavorano al vaccino anti-Covid, e che nelle prossime ore si proverà a chiudere altri contatti per l’approvvigionamento di un futuro vaccino. Gli esperti dell’Istituto superiore di sanità e del ministero ammettono di non sapere in che condizioni arriveremo a fine estate, ed in vista della riapertura delle scuole, dalle quali sono attesi i maggiori rischi di un ritorno del contagio, prefigurano tre scenari. Il primo ipotizza una situazione sostanzialmente invariata, cioè con focolai presenti ed un impatto modesto delle scuole sulla trasmissibilità e le sue fonti d’infezione, considerate inevitabili ma tenute sotto controllo. Il secondo scenario evidenzia una situazione di trasmissibilità “sostenuta e diffusa”, con Rt tra 1 e 1,25: in questo caso, non si riesce a tenere traccia dei nuovi focolai, inclusi quelli scolastici, e la pressione sul sistema sanitario si fa sentire. Infine, la situazione peggiore, che contempla la possibilità di una trasmissibilità sostenuta e diffusa, con rischi di tenuta del sistema sanitario che risponde attivando misure straordinarie, e valori regionali del tasso di contagiosità sistematicamente compresi tra 1,25 e 1,5. In ogni caso, l’allerta clinica in Italia si prolungherà per tutto l’inverno, e quindi almeno fino a marzo 2021.

F.S.

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