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Coronavirus: sì alla riapertura della Calabria, ma con ponderatezza

L'azzeramento dei contagi dovrebbe avvenire tra la fine di aprile e l'inizio di maggio Scritto da:

Sì alla riapertura, ma solo in condizioni di scrupolosa ponderatezza e dopo che sono state fatte tutte le valutazioni possibili a livello scientifico sui rischi e le eventuali contromisure da adottare nel caso di nuovi focolai. La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha riconfermato ancora una volta la sua idea sulla seconda fase della lotta al coronavirus improntata alla circospezione e ad un aumento dei controlli . “Sono per una linea di estrema prudenza – ha detto Santelli – finora siamo stati rigorosi ed i risultati ci sono stati. Non sono disponibile a mettere a repentaglio i sacrifici fatti dai calabresi. Comprendo che ci debba essere una fase due, ma deve essere preparata con attenzione e prudenza: stiamo molto attenti perché anche parlare troppo di ‘fase due’ fa sembrare alle persone che il pericolo è scomparso. Il pericolo è sempre lì fuori”. Per la presidente dell’esecutivo si può iniziare, molto lentamente, a pensare di riaprire le attività partendo da alcune categorie ma mantenendo fermo il principio che è una fase di grande cautela e poi, parlando degli screening per capire chi abbia potuto infettarsi e tracciare gli asintomatici, ha detto di non immaginare che si possa procedere coi tamponi, che scarseggiano, ma piuttosto coi test sierologici.

Il bollettino di ieri

Ieri dal bollettino della Regione sono emersi 24 casi di contagio in più, poco meno del 2,5% sui 966 tamponi effettuati. Le persone che in Calabria hanno contratto il virus sono, al momento, 1.035 mentre le vittime sono salite a 75 con la morte, avvenuta ieri a Cosenza, di un 83enne di Fagnano Castello. Per la provincia di Cosenza si è trattato della 23.ma vittima. Non è il bilancio peggiore, perché i morti in provincia di Catanzaro sono stati 26, ma in questo momento è proprio la parte più settentrionale della regione quella che desta le maggiori preoccupazioni, mentre nelle altre aree si può affermare che, nel complesso, l’avanzata dei contagi è molto più lenta. Diminuiscono le scoperte di primo contagi e le persone in isolamento domiciliare, aumentano le persone dimesse e ieri sera nei reparti di terapia intensiva c’erano ricoverate sei persone, tre a Cosenza, due a Reggio Calabria ed una a Catanzaro. Quello che è stabile è il numero delle persone in quarantena, ma esso dipende dalla scoperta di nuovi casi, ed in questi giorni non può non scontare l’effetto del focolaio della casa di riposo di Torano Castello. Inoltre, secondo i dati della Protezione Civile, la Calabria è la regione che ha la più bassa percentuale (il 4,4%) nel rapporto tra casi totali e tamponi effettuati ed è l’unica regione sotto la soglia del 5% della popolazione contagiata a 40 giorni dal primo decreto del governo che ha imposto restrizioni a libertà e movimenti. Un dato che è tanto più rilevante se si considera che finora sono stati effettuati 22.234 tamponi, molti di più, per fare un paragone, degli oltre 14 mila fatti in Sardegna, che ha una popolazione di poco inferiore a quella calabrese.

Calabria “libera” dal contagio tra fine aprile ed inizio maggio

La fine dell’emergenza-coronavirus nelle regioni italiane potrebbe avvenire con tempistiche diverse, a seconda dei territori più o meno esposti all’epidemia. Secondo le proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla Salute, le prime ad uscire dal contagio saranno Basilicata ed Umbria, le ultime a liberarsi saranno Lombardia e Marche, nelle quali l’assenza di nuovi casi si verificherà non prima della fine di giugno, in Emilia Romagna e Toscana non prima della fine di maggio. Altrove, tra la terza settimana di aprile (questa) e la prima di maggio. In Calabria l’azzeramento dei contagi dovrebbe avvenire tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Il Lazio dovrà attendere almeno il 12 maggio. Veneto e Piemonte il 21 maggio.

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