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Coronavirus, si conferma la tendenza al calo dei contagi. Morto a Catanzaro un uomo dializzato

Prorogata al 12 aprile la chiusura delle 'zone rosse' Scritto da:

Con le ultime due vittime della notte scorsa diventano 38 le persone morte in Calabria dall’inizio dell’epidemia da coronavirus. Nella tarda serata aveva perso la vita una donna di 78 anni che era ricoverata nell’ospedale di Reggio Calabria. Poco più tardi, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Catanzaro, è spirato un uomo che si sottoponeva a dialisi nello stesso nosocomio, rimasto contagiato insieme ad altri pazienti e ad alcuni medici ed infermieri. A proposito: due infermiere hanno contratto il virus nei reparti in cui lavorano, una in quello di malattie infettive, a Catanzaro, l’altra in ematologia, a Reggio Calabria.

Tuttavia, anche i dati di questa mattina del laboratorio di analisi dell’azienda ospedaliera di Catanzaro ribadiscono la tendenza alla diminuzione dei contagi già manifestatasi: solo due nuovi casi di positività, uno nel Catanzarese, l’altro nel Crotonese, su un totale di 160 tamponi che hanno però pure confermato altre sei positività, una nel Catanzarese e cinque nel Vibonese. Ieri erano stati individuati cinque nuovi contagiati su un totale di 149 tamponi.

Tre le guarigioni nel Cosentino. Oltre al paziente 1 calabrese, che però resta ricoverato per altre patologie, sono stati dimessi un 45enne di Roggiano Gravina ed un 62enne di Santa Maria del Cedro.

E mentre il governo annuncia che la stretta agli spostamenti andrà avanti almeno fino al 13 aprile, ovvero fino al lunedì di Pasquetta, la Regione ha annunciato la proroga fino al 12 aprile delle ordinanze di chiusura, in entrata ed in uscita, dai 14 comuni in cui si è registrata una crescita anomala del contagio. Si tratta di due comuni del Reggino (Montebello Jonico e Melito Porto Salvo), di quattro comuni del Cosentino (San Lucido, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano e Bocchigliero), di cinque comuni del Catanzarese (Chiaravalle Centrale, Soverato, Torre di Ruggiero, Vallefiorita e Cenadi), di Cutro, nel Crotonese, e di Serra San Bruno, nel Vibonese. Nella nuova ordinanza regionale si spiega che la proroga è motivata dal fatto che l’analisi dell’evoluzione epidemiologica desta ancora preoccupazione in rapporto al contesto, all’incidenza dei casi ed alla potenziale diffusione del contagio.

Che il pericolo al Sud sia tuttora molto alto lo conferma anche il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che in un’intervista sul Corriere della Sera di oggi ha sostenuto che “la fuga dal nord da inizio a metà marzo è stata un evento molto grave”, e che “certamente ha contribuito ad un incremento della diffusione del virus nelle altre regioni”. Borrelli ha anche detto che grazie all’apertura di nuovi canali di approvvigionamento sono arrivati in Italia grossi quantitativi di dispositivi di protezione, e che le consegne alle regioni cominciano ad essere tempestive.

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