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Coronavirus, Strada preoccupato per il Natale: «Non ne usciremo prima di due-tre anni»

Il fondatore di Emergency è intervenuto alla trasmissione "Mezz'ora in più", anche sulla presenza a Crotone e Taurianova Scritto da:

(fonte foto: account Twitter @Mezzorainpiu)

«Penso che la sanità pubblica e quella privata dovrebbero essere rigorosamente divise, e che non ci debba essere interazione. Capisco che un investitore voglia investire nella sanità, perchè è l’unico mercato a rischio zero; però la questione è: è utile o dannoso per i cittadini che, per funzionare, la medicina privata attinga fondi dalla sanità pubblica? Ogni anno spariscono 25/30 miliardi di euro che dalla pubblica si spostano alla sanità privata. La Calabria è un esempio incredibile: il 70%, e forse anche più, delle risorse regionali vengono spese per la sanità. Un cittadino di un altro paese potrebbe pensare che qui siamo in un paradiso, dove c’è l’Europa che spende il 9% per la sanità, e qui il 70. E invece non è così, perchè tutte queste risorse se ne vanno nel privato, e la sanità in Calabria – e non è solo un problema calabrese – viene progressivamente depauperata. Quando ci si ritrova a far fronte ad un’emergenza, tutti i nodi vengono al pettine». Lo ha dichiarato il fondatore di Emergency, Gino Strada, intervenendo oggi pomeriggio alla trasmissione di Rai3 “Mezz’ora in più”, in merito ai temi della sanità e alla pandemia globale in corso.

L’impegno a Crotone

«Ho accettato (di andare in Calabria n.d.r.) perchè me lo ha chiesto il Governo e la Protezione Civile se Emergency era disponibile a dare una mano, ovviamente – ha continuato Strada – penso che chiunque sia disponibile a dare una mano in un contesto del genere debba farlo. Abbiamo messo in piedi un secondo reparto Covid nell’ospedale di Crotone, stiamo attrezzandoci per potenziare il sistema delle Usca, ho parlato con il commissario Longo – persona di tutto rispetto e con una grande voglia di fare – e siamo in attesa di capire se possiamo fare qualcosa in più. Credo che ne riparleremo nelle prossime settimane».

Emergency a Taurianova e la risposta a Spirlì

Strada ha sottolineato il fatto che Emergency opera in Italia da 13 anni, è stata presente durante la prima fase della pandemia, ed opera a Taurianova con un poliambulatorio: «ci siamo – ha proseguito – però quando il presidente facente funzioni della Regione Calabria (Nino Spirlì n.d.r.) ha detto “è vero che hanno un poliambulatorio a Polistena, però i medici di Emergency non si sono mai preoccupati di andare a dare una mano al pronto soccorso dell’ospedale”, dice due cose assurde: la prima è che lui abita a 3 kilometri da Polistena, non è mai andato a vedere quell’ambulatorio; la seconda è che un medico non può entrare in un ospedale e dire “posso dare una mano?”. Non si può, la legge non te lo consente. Però, anche se molto spesso sotto traccia, noi abbiamo trattato centinaia di migliaia di persone in Italia in questi anni».

Preoccupazione per il Natale

In merito al fatto che il ricongiungimento delle persone a Natale possa sfociare in una terza ondata di contagi, Strada ha dichiarato: «sono molto preoccupato perchè quello che potrebbe succedere a gennaio e febbraio, perchè allora vedremo le conseguenze dei comportamenti durante il Natale. Penso ci siano pochi dubbi sul fatto che il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, il lavarsi le mani frequentemente, siano dei cardini per poter affrontare questa situazione». «Penso ci voglia la responsabilità di tutti per uscire da questa situazione – ha continuato il medico – non ne usciremo comunque, penso, prima di due tre anni ma, per non pagare un prezzo elevatissimo, credo che la responsabilità individuale sia fondamentale. Non credo che si risolverà nei primi mesi delle vaccinazioni, magari li ci sarà un attimo di euforia: le vaccinazioni limitano il numero di morti, ma non limitano la trasmissione della malattia». Gino Strada ha dichiarato, in conclusione, che si vaccinerà: «certamente. Ne dovrò fare un tot di vaccini, un po’ perchè faccio il medico, un po’ perchè ho 72 anni, un po’ perchè non sono in perfetta salute. Quindi, mi aspetto una scatola di vaccini».

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