venerdì, 21 giugno 2024

Corte dei Conti, Palma: “La Calabria non riesce a stare al passo con i cronoprogrammi di spesa”

La relazione della magistratura contabile sul controllo del bilancio 2021 della Calabria mette in evidenza una regione che non riesce a colmare le differenze strutturali con il resto d'Italia

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Malgrado le cospicue risorse comunitarie della programmazione a favore delle aree in ritardo di sviluppo, la Calabria continua a faticare, e la lentezza nella fase di programmazione e spesa fa sì che non riesca a colmare le differenze strutturali con le altre regioni italiane. Ancora una volta è inflessibilmente severo il giudizio che la magistratura contabile dà dell’operato della Regione in occasione dell’udienza di parifica, ovvero, di controllo strettamente contabile sul bilancio 2021, alla quale ha partecipato anche il presidente nazionale, Guido Carlino. È stato il procuratore regionale, Ermenegildo Palma, ad illustrare la relazione questa mattina, e le sue conclusioni non sono dissimili da quelle degli anni scorsi: rispetto alle emergenze che affronta, ha detto Palma, la Calabria ha il fiato corto e non riesce a stare al passo coi cronoprogrammi di spesa. E purtroppo, ancora una volta è la sanità uno dei tasti più dolenti dell’analisi dei magistrati: secondo la relazione della consigliera, Ida Contino, nonostante le ingente risorse destinatele, la sanità calabrese continuare a non erogare servizi di assistenza adeguati sia rispetto alle legittime aspettative dei cittadini, sia ancora alla luce dei notevoli finanziamenti provenuti dalle extra aliquote Irap ed Irpef. Immancabile, ed inevitabile, anche il rilievo sulla mancata approvazione del bilancio consolidato di esercizio, che è fra le cause principali delle incertezze circa l’impiego delle risorse, e dunque del mancato raggiungimento di risultati e prestazioni da parte del servizio sanitario. Ne è prova la percentuale, sempre molto alta, di mobilità passiva che è anche causa di uno sbilanciamento dei conti dell’ente, gravato da una spesa di circa 242 milioni di euro per le cure dei calabresi negli ospedali di altre regioni italiane. E come già si sapeva, la Calabria è all’ultimo posto per quel che riguarda i Livelli essenziali di assistenza, ben lontana sia dalle quote minime che dal risultato ottenuto appena un anno fa. Per giunta, scontando un’ulteriore diminuzione dei posti letto.