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Cosenza, arrestati dalla Dia i responsabili di un omicidio avvenuto nel 1981

Si tratta di due persone che uccisero - secondo gli inquirenti - l'imprenditore Santo Nigro Scritto da:

Nelle prime ore della mattinata odierna, gli uomini della Sezione Operativa DIA di Catanzaro hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti di Mario Pranno cl. 56 e Francesco Cicero cl. 61, in quanto ritenuti gravemente indiziati di concorso, a vario titolo, nell’omicidio dell’imprenditore Santo Nigro avvenuto il 18 novembre 1981 a Cosenza. I destinatari della misura sono figure storiche di rilevo della criminalità organizzata cosentina.

Le indagini hanno consentito di ricostruire che l’efferato crimine, nel corso del quale rimase ferito ad una gamba anche un figlio della vittima, portato a compimento la sera del 18 novembre 1981 all’interno di un negozio di proprietà di Nigro in fase di ristrutturazione, fu deciso dai vertici del clan Perna-Pranno, in quanto Nigro si era rifiutato di aderire alle reiterate richieste estorsive del gruppo ‘ndranghetista. La morte dell’imprenditore doveva servire quindi al clan per riaffermare il proprio potere e costituire un monito per gli altri commercianti affinché non seguissero il suo esempio.

In quel particolare periodo storico la città e la provincia Bruzia erano sconvolte dalla guerra tra i clan Perna-Pranno e Pino-Sena, con il primo che aveva sottoposto ad estorsione tutti gli imprenditori ricadenti nella propria zona d’influenza per garantirsi le risorse economiche per fronteggiare il clan Pino-Sena. Diversi sono stati i collaboratori che hanno riferito sull’omicidio Nigro, collaborazioni tutte concordanti sia sul movente che sui mandanti, e lo stesso Mario Pranno si era assunto la paternità dell’omicidio oggetto dell’odierna ordinanza, nel corso del breve periodo della sua collaborazione con la giustizia, iniziato durante il maxi processo “Garden” e conclusasi nel 2000 con la sua fuga da località protetta. In quel momento storico Mario Pranno era uno dei capi più violenti del gruppo Perna – Pranno, così come poi riconosciuto dalla sentenza irrevocabile del maxiprocesso che lo condannerà a 20 anni di reclusione, con il riconoscimento anche la speciale attenuante per i collaboratori di giustizia prevista dall’art. 8 legge n. 203/1991 sebbene lo stesso abbia deciso, poi, di interrompere la sua collaborazione nel marzo del 2000, fuggendo da una località protetta. La sua fuga ebbe termine il successivo 22 dicembre 2000 con il suo arresto in un appartamento del quartiere di San Vito a Cosenza, sua vecchia roccaforte. Il lungo periodo di detenzione in carcere, allora iniziato, cessava con la sua scarcerazione nel mese di giugno del 2015.

Insieme a Pranno è stato tratto in arresto anche Francesco Cicero che aveva fatto da palo ai killers, come riferito dai tutti i collaboratori di giustizia. Cicero detto il “pirata” è fratello di Domenico, detto “Micuzzo”, che dopo il processo Garden assumerà la reggenza del gruppo Perna-Pranno.

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