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Covid, Draghi: «Riapertura della scuola fino alla prima media anche in zona rossa» (VIDEO)

Così il presidente del Consiglio in conferenza stampa con il ministro della Salute Roberto Speranza Scritto da:

“Riapertura della scuola fino alla prima media” anche in zona rossa. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine della cabina di regia con i ministri sul prossimo decreto Covid, dove tocca anche il tema delle riaperture e delle chiusure, dei vaccini e quello, spinoso, dei sanitari non vaccinati. Sulla scuola “confermo la decisione di riaprire fino alla prima media, il ministro Bianchi sta lavorando affinché la riapertura avvenga in modo ordinato. In alcuni casi sarà possibile effettuare test, ma è un’esagerazione parlare di azioni estensiva. Le ultime decisioni – spiega Draghi – hanno portato ad una diminuzione del tasso di crescita dei contagi: la volontà della cabina di regia prevedeva di sfruttare un eventuale spazio per la scuola. Evidenze scientifiche mostrano che la scuola, fino alla prima media, sia fonte di contagio molto limitata. Le scuole sono punto di contagio limitato solo in presenza di tutte le altre restrizioni: se queste venissero abolite, i contagi aumenterebbero” anche per “le attività parascolastiche e periscolastiche”, dice.

Capitolo riaperture e chiusure. Spiega il premier: “Le misure, in un anno e mezzo, hanno dimostrato che non sono campate in aria. E’ desiderabile riaprire. La decisione su cosa riaprire e quando riaprire dipende esclusivamente dai dati che abbiamo a disposizione. Il ministro Garavaglia dice che si può pensare di prenotare le vacanze? Io sono d’accordo con lui, se potessi andare in vacanza lo farei volentieri…”.

“Le misure che abbiamo adottato nelle ultime settimane ci hanno consentito di poter verificare qualche primissimo segnale di rallentamento del contagio”. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Anche nei dati di oggi – ha evidenziato – l’Istituto superiore di sanità segnala un Rt a 1.08, la scorsa settimana era a 1.16. Erano 6 settimane che l’Rt era in una fase di crescita e per la prima volta c’è un elemento di decrescita. La stessa cosa vale per il tasso di incidenza: in una settimana, su 100mila abitanti, è sceso sotto i 250 casi. Questo significa che c’è ancora una situazione delicata, che va seguita con la massima attenzione, ma ci possiamo consentire, in un quadro che resta molto prudenziale, una scelta” sulla scuola “che vuole dare un segnale molto rilevante”.

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