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COVID | Fuga di dati sensibili sui soggetti positivi a marzo 2020: il Tribunale condanna l’Asp di Crotone

La lista dei contagiati fece il giro dei social: gli stessi furono apostrofati come "untori" e destinatari di "commenti offensivi e sproloqui" Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Il Tribunale di Crotone ha condannato l’Azienda Sanitaria Provinciale al risarcimento danni nei confronti di due pazienti – marito e moglie difesi dall’avvocato Pasquale Nicoletta – poichè la stessa Asp – tra il 22 ed il 23 marzo del 2020 – «ha consentito o, non prestando la dovuta vigilanza, ha agevolato la pubblicazione e divulgazione “dell’elenco alfabetico soggetti positivi al tampone aggiornato al 22 marzo 2020 ore 16:00”».

Facciamo un passo indietro per contestualizzare il tutto: nei primi giorni dell’emergenza sanitaria, anche nella città pitagorica iniziò a serpeggiare il virus. Iniziarono ad uscire i primi casi positivi: l’elenco dei malati uscì dalle stanze dell’Azienda e circolò liberamente. I positivi vennero subito additati quali “untori”, non solo: «Ciò – si legge nel dispositivo – ha innescato il consueto “chiacchericcio” sui social, con tanto di commenti offensivi, sproloqui ed altre manifestazioni poco civili, sino all’assurdo, a guarigione avvenuta, di essere trattati come appestati».

Nella sentenza si legge anche un passaggio significativo della situazione spiacevole che la coppia, insieme al figlio, ha vissuto: «Dopo la guarigione e la fine del lockdown a giugno 2020 nessun invito a cena, nessun invito alle festicciole organizzate dai compagni del piccolo, nessun rapporto e/o contatto contrariamente a quanto accadeva prima del contagio. Da menzionare un episodio avvenuto alla fine della quarantena che è emblematico della sofferenza vissuta dai ricorrenti. Durante una passeggiata sul lungomare cittadino, gli attori hanno incrociato un’amica di vecchia data, la quale, resasi conto della loro presenza, ha letteralmente cambiato strada senza neppure salutarli». «I contagiati da vittime sono diventati carnefici e vengono additati come untori da mettere al rogo ed indicati come colpevoli della dilagante pandemia».

In conclusione, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone è stata condannata «al risarcimento di tutti i danni patiti dagli attori, patrominiali e non patrimoniali ed a qualunque titolo dovuti, nella misura ritenuta di giustizia anche occorrendo mediante liquidazione in via equitativa ex artt. 1226 e 2056 Codice Civile».

«La decisione del Tribunale di Crotone – ha dichiarato a TgCal24 l’avvocato Nicoletta – è un unicum perchè, essendo il Covid un problema relativamente recente, non ha precedenti in materia, non in riferimento alle norme che regolano e tutelano la diffusione dei dati sensibili in materia sanitaria, ma al Covid e alla pubblicazione dei soggetti che sono stati identificati e divulgata la loro positività. E’ importantissima perchè ha dato ragione a quelle persone che – a seguito della pubblicazione della lista dei contagiati – hanno subito concretamente un danno, essendo stati tracciati dall’intera comunità crotonese come degli untori. Per cui, doppio gaudio per la decisione assunta dal Tribunale ed un plauso alla dottoressa Tumedei (giudice civile n.d.r.) per aver coraggiosamente, e correttamente, inquadrato la fattispecie e tutelato gli attori».

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