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COVID | Infortuni sul lavoro, in Calabria +24% di denunce: è il dato più elevato tra le regioni italiane

E' quanto emerge dal 26esimo report nazionale sulle infezioni di origine professionale da nuovo Coronavirus elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, nel primo trimestre 2022 Scritto da: REDAZIONE

Rispetto alla data di rilevazione del 28 febbraio 2022 le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 in Calabria sono aumentate di 470 casi (+24,0%, il più elevato tra tutte le regioni italiane, a fronte di un incremento medio nazionale del +7,1%), di cui 397 avvenuti a marzo, 52 a febbraio e 12 a gennaio 2022, i restanti casi sono riconducibili ai mesi precedenti. E’ quanto emerge dal 26esimo report nazionale sulle infezioni di origine professionale da nuovo Coronavirus elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, nel primo trimestre 2022. L’aumento ha riguardato tutte le province e gli incrementi hanno interessato in termini assoluti Reggio Calabria e in termini relativi Reggio Calabria e Vibo Valentia che risultano prime tra le province italiane per crescita relativa di contagi rispetto alla precedente rilevazione.

L’analisi nella regione evidenzia che il 36,5% dei contagi è riconducibile all’anno 2020 (inferiore al 60,6% medio nazionale), il 29,1% al 2021 e ben il 34,4% ai primi tre mesi del 2022. Il picco dei contagi professionali si concentra a novembre 2020 (17,0% di denunce). Il 2021 è caratterizzato, sia a livello regionale che nazionale, da un’attenuazione del fenomeno, con la Calabria che registra nel corso dei vari mesi dell’anno percentuali più elevate rispetto alle medie nazionali (ad esclusione di febbraio). Il primo trimestre del 2022 mostra un numero di denunce superiore a quanto rilevato nel corso di tutto il 2021 e il dato di marzo, in particolare, risulta il più alto dopo novembre 2020. Nell’ultimo mese l’incidenza mensile è significativamente superiore a quella nazionale (16,4% rispetto al 4,1%). Gli eventi mortali si sono incrementati di un caso rispetto alla precedente rilevazione (non avvenuto a marzo).

Le professioni:
– tra i tecnici della salute l’87,6% sono infermieri, il 4,8% tecnici sanitari e il 2,0% fisioterapisti;
– tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali sono quasi esclusivamente operatori
socio-sanitari;
– tra i medici, il 49,1% sono medici generici e internisti;
– tra gli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali, sono tutti lavoratori con ruoli amministrativi e di segreteria, in particolare, il 57,4% sono impiegati amministrativi;
– tra i direttori, dirigenti ed equiparati dell’amministrazione pubblica e nei servizi di sanità, istruzione e ricerca il 96,1% sono dirigenti sanitari;
– tra il personale non qualificato nei sevizi di istruzione e sanitari, il 64,4% sono ausiliari ospedalieri e sanitari, il 30,1% bidelli e collaboratori scolastici.

L’attività economica:
– l’Industria e servizi registra la maggioranza delle denunce (91,9%), seguono la gestione per conto dello Stato (Amministrazioni centrali dello Stato, Scuole e Università statali, il 5,2% dei casi), la Navigazione (2,5%) e la gestione Agricoltura (0,4%);
– il 59,0% delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda il settore della “Sanità e assistenza sociale”, in particolare il 92,9% dei casi si registra nell’assistenza sanitaria (ospedali e case di cura con infermieri e operatori socio-sanitari tra le professionalità più colpite), il restante 7,1% nei servizi di assistenza sociale, prevalentemente residenziale (in particolare, le strutture di assistenza infermieristica residenziale con gli operatori socio-sanitari);
– il “Trasporto e magazzinaggio” raccoglie il 10,8% delle denunce, di queste il 72,8% interessa i servizi postali e le attività di corriere;
– il “Commercio” registra il 10,8% delle denunce, il 79,0% dei casi riguardano le attività del commercio all’ingrosso (escluso quello di veicoli);
– il settore delle “Attività professionali, scientifiche e tecniche” rappresenta il 4,6% delle denunce, quasi esclusivamente nell’ambito della consulenza gestionale e di direzione aziendale;
– le “Costruzioni” registrano il 3,1% delle denunce, in particolare, il 75,0% nell’ambito dei lavori di costruzione specializzati;
– l’”Amministrazione pubblica” incide per il 2,8% delle denunce concentrate nelle attività degli organismi preposti alla sanità, come le Asl, e nelle amministrazioni regionali, provinciali e comunali.

I decessi:
– il 90% dei decessi afferisce l’Industria e servizi; il settore più colpito è la sanità e assistenza sociale (due terzi dei casi codificati).

La situazione in Italia

Le infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto tra gennaio e marzo hanno già superato il dato complessivo del 2021. Con 48.790 contagi sul lavoro denunciati all’Inail, il primo trimestre 2022 ha già superato il numero di casi (47.858) registrato in tutto il 2021. Il mese di gennaio, in particolare, con 27.682 infezioni di origine professionale denunciate si colloca dopo novembre e marzo del 2020 e prima di tutti i mesi del 2021. Anche febbraio e marzo 2022, con 11.167 e 9.941 casi rispettivamente, precedono tutti i mesi del 2021, con la sola eccezione di gennaio. A rilevarlo è il 26esimo report nazionale sulle infezioni di origine professionale da nuovo Coronavirus elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, che conferma anche il trend in forte diminuzione dei casi mortali. Tra gennaio e marzo di quest’anno, infatti, sono stati denunciati solo cinque decessi, pari allo 0,6% degli 853 casi mortali registrati dall’inizio della pandemia.

Rispetto agli 835 rilevati alla data dello scorso 28 febbraio, i casi mortali sono 18 in più, di cui solo due, però, sono avvenuti a febbraio e uno a gennaio 2022, mentre 13 sono riferiti al 2021 e due al 2020. Il consolidamento dei dati permette, infatti, di acquisire informazioni non disponibili nei monitoraggi e nei mesi precedenti. Il 2020, in particolare, con 575 decessi da Covid-19 raccoglie il 67,4% di tutti i casi mortali segnalati all’Inail, mentre il 2021, con 273 decessi, pesa per il 32,0% sul totale.

Dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 31 marzo i contagi sul lavoro da Covid-19 segnalati all’Inail sono 245.392, pari a circa un quinto del totale delle denunce di infortunio pervenute da gennaio 2020 e all’1,7% del complesso dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità alla stessa data. Rispetto alle 229.037 denunce rilevate dal monitoraggio mensile precedente, i casi in più sono 16.355 (+7,1%), di cui 9.941 riferiti a marzo, 3.056 a febbraio e 2.482 a gennaio 2022, mentre gli altri 876 casi sono per l’89,5% riferiti al 2021 e il restante 10,5% al 2020.

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