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Crisi Tim, i sindacati calabresi chiedono al Governo un confronto a tutela del servizio e dell’occupazione

Nella sola Calabria sarebbero a rischio un migliaio di posti di lavoro Scritto da: REDAZIONE

Un migliaio di posti di lavoro a rischio. È anche per questo che le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil chiedono al Governo di aprire un confronto sul futuro della Tim, la più grande azienda italiana nel settore delle Telecomunicazioni. Per accendere i riflettori sulla questione, e in segno di protesta contro “un silenzio imbarazzante”, hanno quindi organizzato un sit- in di protesta davanti la sede catanzarese dell’azienda. I sindacati chiedono al governo nazionale chiarezza sul futuro della Tim, che in Calabria potrebbe avere ripercussioni sia sul piano della connettività delle reti sia sui livelli occupazionali del digital divider. A rischio infatti ci sarebbero a rischio un migliaio di posti di lavoro nell’indotto.

“Un Governo che decide di cedere un asset strategico come quello delle comunicazioni – ha detto il segretario generale CGIL Calabria,  Angelo Sposato – è un Governo che mette in discussione la sicurezza nazionale perché sono in gioco dati sensibili. Questa situazione può creare ripercussioni negative sulla  parte occupazionale ma anche su servizi e sicurezza. In Calabria ci sono mille addetti Tim e 2000 dell’indotto. Per quanto riguarda i servizi,  in una regione come la nostra di grande difficoltà un servizio del genere dato ai privati creerebbe ancora  di più la forbice del digital divided. La questione potrebbe investire soprattutto le aree interne della Calabria, la mobilitazione nazionale congiuntamente a quella relativa ad altri temi continuerà sino a quando non avremo parole chiare da parte del Governo” ha concluso Sposato.

“Due sono i temi di interesse: i call center e la rete unica – ha aggiunto Andrea Ranieri,  segretario regionale Uilcom -Non si vuole affrontare la questione delle infrastrutture, questione di cui si discute ma molte aree non hanno rete sufficiente. Il Governo deve salvaguardare rete ed occupazione. Al momento la perdita di posti di lavoro non è un problema immediato  ma guardando al futuro questo spezzatino può avere ripercussioni sull’occupazione”.

“C’è un piano industriale condiviso tra Telecom e sindacati – ha concluso Francesco Canino,  segretario generale Fistel CISL Calabria – Ma non si riesce ad avere continuità,  vediamo dirigenti che cadono come mosche. Vogliamo che la questione si risolva per il bene dell’azienda e non degli azionisti. A noi sta a cuore non la partita finanziaria ma che l’azienda resti unita. Perché spesso  in questa situazione viene messa in discussione. Vogliamo la costituzione della rete unica con Openfiber”

 

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