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Crollo del ponte di Cropani: Coldiretti preme per il ripristino della condotta idrica (VIDEO)

Coldiretti accelera per il ripristino della condotta idrica interessata dal crollo del ponte di contrada Meliti di Cropani, costruito da meno di due anni e crollato due settimane fa, ed il cui cedimento ha causato l’isolamento di tre famiglie ed il sequestro della struttura, che a sua volta ha avuto come conseguenza la paralisi delle attività agricole della zona. Il 5 settembre scorso si era tenuto un incontro che però non è servito a risolvere la questione, sebbene in quella sede fosse stata avanzata un’istanza di dissequestro dell’area, e dunque il timore è che le lungaggini della giustizia finiscano per compromettere il delicato equilibrio economico della zona. Coldiretti chiede che il Consorzio di bonifica venga autorizzato a riparare la condotta a pressione che alimenta l’impianto irriguo dei campi agricoli della zona, una superficie di un migliaio di ettari, per non penalizzare gli agricoltori ed i raccolti delle semine e delle lavorazioni già in corso. L’organizzazione agricola fa presente che se la situazione non dovesse sbloccarsi per l’economia agricola della zona si tratterebbe di una vera sciagura: i coltivatori hanno infatti da tempo preso impegni coi vivaisti e si sono impegnati gli anticipi per i contratti di conferimento dei prodotti, ed inoltre se i tempi del dissequestro si dilatassero, determinando l’impossibilità di riportare l’impianto in efficienza e di garantire l’acqua, sarebbero inevitabili conseguenze anche dal punto di vista occupazionale. Senz’acqua, infatti, non solo non potrebbe terminare l’attuale campagna produttiva, ma sarebbe impossibile fare programmazione, mettendo in ginocchio un territorio in cui si coltivano alcune eccellenze dell’agricoltura calabrese, dai pescheti agli agrumeti, alla coltivazione di finocchi, asparagi ed altre produzioni orticole. Anche secondo Confagricoltura ripristinare la condotta idrica è vitale per l’intera area, e dunque il ripristino dev’essere immediatamente riparata. L’organizzazione fa appello alla Procura di Catanzaro perché accerti in tempi brevi le cause che hanno provocato il crollo per non correre il rischio di penalizzare gli imprenditori agricoli, e sottolinea che poco prima del collasso della struttura numerosi agricoltori erano in procinto di mettere a dimora le piante di finocchi, e dunque ora rischiano di perdere l’investimento. Confagricoltura ha anche messo in evidenza un altro dato, confermato pure dai tecnici della Sorical: per sopperire alla mancanza del servizio irriguo garantito dalla condotta danneggiata, molti agricoltori hanno fatto ricorso all’acqua potabile, determinando un aumento abnorme dei consumi idrici e scontando un notevole aumento dei costi di gestione.

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