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Crollo del tetto dell’auditorium “Calipari”: uno sfregio gravissimo all’immagine della Regione Calabria (VIDEO)

Danni materiali a parte, all'interno non vi era nessuno fortunatamente

Inspiegabile. Incredibile. Inaccettabile. Il crollo, avvenuto ieri pomeriggio a Reggio Calabria, della copertura dell’auditorium Calipari, all’interno di Palazzo Campanella è uno sfregio gravissimo all’immagine della Regione Calabria, che con immane fatica tenta di recuperare terreno e credibilità e di andare oltre preconcetti e stereotipi che l’hanno brutalizzata al di là di colpe e responsabilità innegabili. Il collasso ha come risucchiato il tetto dell’edificio, che si è abbattuto col suo immenso peso schiacciando gli interni, distruggendo le file delle poltrone, il palco rialzato, lo spazio riservato alla regia. Tutto, insomma. Danni materiali a parte, ieri il primo pensiero, una volta ricevute rassicurazioni sul fatto che all’interno in quel momento non vi fosse alcuno, è corso a quello che avrebbe potuto succedere se, come spesso accade, per il fine settimana nella grande sala fosse stata organizzata qualche iniziativa pubblica. Scansata, fortunatamente, l’eventualità peggiore ora resta da capire come sia potuto succedere che una struttura di appena 15 anni, moderna, ipertecnologica, prestigiosa abbia subìto un disastro del genere.

L’auditorium, il più ampio e capiente spazio di Palazzo Campanella coi suoi 600 posti a sedere, era stato inaugurato il 30 marzo 2005, 26 giorni dopo la morte di Nicola Calipari, l’agente dei servizi originario di Reggio Calabria che si stava dirigendo verso l’aeroporto di Baghdad insieme alla giornalista Giuliana Sgrena, appena liberata dopo il rapimento avvenuto un mese prima. Per ultimare i lavori venne impresa un’accelerazione funzionale proprio alla cerimonia a cui avrebbe preso parte l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

In questi 15 anni, la struttura è stata sottoposta a lavori di adeguamento di routine, e da qualche anno sul tetto era stata montata una batteria di pannelli solari per rendere autosufficienti gli uffici del Consiglio regionale dal punto di vista energetico. Un anno fa, era stato effettuato un intervento di impermeabilizzazione. I Vigili del fuoco hanno subito avviato le verifiche strutturali per capire quali siano state le cause del crollo. La Procura di Reggio Calabria attende la prima relazione per mettersi al lavoro, ma a parte il pur doveroso accertamento di responsabilità di cui non si deve accertare la presenza, ma l’attribuzione, resta l’immensa gravità di una vicenda che getta discredito sull’istituzione: Palazzo Campanella è un simbolo, e che si possa correre rischi nella casa di tutti i calabresi è inammissibile. “Se venissero accertate negligenze saremo inflessibili”, ha detto ieri sera il presidente del Consiglio regionale, Tallini: è il minimo che si deve ad una terra che non meritava quest’oltraggio.

F.S.

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