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Crotone, festa della Madonna ridimensionata: «pietà popolare, sobrietà, solidarietà» le parole d’ordine

L'arcivescovo Panzetta ha inviato una missiva alle parrocchie nelle quali ha spiegato il perchè di questa decisione Scritto da: REDAZIONE

«La proposta che sottopongo al discernimento di tutte le realtà ecclesiali che sono coinvolti nell’organizzazione delle feste è la seguente: come scelta di sobrietà e in vista della condivisione, anche per rispetto nei confronti dei numerosi profughi ucraini, per i quali i botti ricordano il dramma del fragore delle bombe che sta distruggendo il loro paese, quest’anno le comunità potrebbero sospendere la programmazione dei fuochi pirotecnici. Si tratta di una scelta (già adottata spontaneamente da alcune parrocchie) che mi pare degna di essere presa seriamente in considerazione da tutti. In ogni caso, penso che sarebbe difficile da sostenere eticamente anche la scelta, operata in tempo di crisi e di povertà diffusa, di “bruciare” somme consistenti di denaro anche per luminarie dispendiose o per spettacoli che risultino economicamente troppo onerosi». Lo ha scritto l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Angelo Panzetta, in una missiva a parroci, Consigli Pastorali Parrocchiali, ed ai Comitati per le feste religiose, in occasione delle celebrazioni in onore della Madonna di Capocolonna – inviata dopo «aver ascoltato il Consiglio Presbiterale»; come noto, iniziano il 30 aprile con la “calata” del Quadro dall’altare particolare alla navata centrale, e che hanno il loro culmine nella notte tra il terzo sabato e domenica di maggio con il tradizionale pellegrinaggio dalla Basilica Cattedrale al promontorio di Hera Lacinia.

Quest’anno – dunque – la festa della Madonna a Crotone sarà in un qualche modo ridimensionata. Panzetta – sempre nella lettera – ha illustrato i tre criteri con i quali «organizzare le feste delle nostre comunità»:

l’attenzione all’evangelizzazione della pietà popolare;
la sobrietà per vivere la festa con la responsabilità di comunità che usano con discernimento il denaro;
la solidarietà per vivere la gioia di condividere con i poveri, soprattutto per chi ha perso tutto nella guerra, come tanti fratelli Ucraini».

«L’indicazione normativa, che deve essere rispettata in tutte le feste religiose – conclude mons. Panzetta – è la seguente: una percentuale dell’intera somma, pari al 10% delle offerte raccolte per la festa, dovrà essere destinata alla Caritas parrocchiale, attraverso la quale la comunità avrà la possibilità di fare in modo che la gioia festiva si trasformi in concreta solidarietà con i poveri del territorio e più ampiamente con le esigenze del mondo. Mentre vi consegno questo testo, sono consapevole che si tratta di indicazioni e proposte che in alcuni casi potrebbero suscitare discussioni e malumori, ma non dobbiamo in nessun caso abbandonare la via di un discernimento razionale che deve essere realizzato alla luce del Vangelo e del tempo particolare che stiamo vivendo».

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