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VIDEO | Crotone, permessi di soggiorno a chi non ne aveva diritto: 24 arresti nell’operazione Ikaros

Coinvolti avvocati, pubblici ufficiali, mediatori e un dipendente della Prefettura

Due gruppi distinti, che agivano in maniera parallela ma con uno stesso obiettivo: agevolare l’emissione di permessi di soggiorno per stranieri che non ne avrebbero avuto diritto. Tra le 24 persone arrestate dalla Squadra Mobile di Crotone (9 sono ai domiciliari) nell’operazione Ikaros figurano anche avvocati e pubblici ufficiali; appartenenti alla Polizia di Stato ed alla Polizia locale, un dipendente della Prefettura, mediatori culturali. E poi persone straniere con residenza o dimora nel Crotonese.

90 in tutto le persone indagate, oltre 200 i capi d’imputazione, che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina alla falsità ideologica; dal traffico d’influenze illecite alla corruzione.

Secondo gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Rho, le due associazioni avrebbero agito come agenzie di servizi, rivolti per lo più a cittadini kurdi-irakeni alla ricerca di un permesso di soggiorno. Il contatto sarebbe avvenuto attraverso alcuni intermediari – che avevano contatti tanto in Italia quanto all’estero – che a loro volta si sarebbero rivolti a professionisti del luogo per la produzione di documenti falsi: residenza, permanenza, lavoro; quelli utili, in pratica, ad ottenere lo status di rifugiato.

Uno status al quale questi cittadini stranieri altrimenti non avrebbero avuto diritto, perché non considerati in reale pericolo nel loro paese. Secondo gli inquirenti, in pratica, il documento sarebbe servito loro solo per avere libertà di movimento in Europa.

Emblematici – spiega il capo della Mobile, Nicola Lelario – i casi in cui alcuni stranieri avrebbero fatto la spola tra Italia e Iraq in aereo, con passaporto e visto turistico, in occasione degli appuntamenti previsti dalla procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Un’indagine lunga e complessa, partita nel 2017 da alcune segnalazioni interne alla Questura. La voce comune era quella che a Crotone fosse più facile ottenere il permesso di soggiorno.

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