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Crotone, sparatoria a Fondo Gesù: il video dell’azione criminosa ed il movente

La risposta ad un pestaggio; una rappresaglia contro chi poche ore prima aveva malmenato il fratello. Per questa ragione Ferdinando La Forgia, 31 enne di Crotone, accompagnato da un complice alla guida, sarebbe sceso da un’auto e avrebbe sparato con un fucile ad altezza d’uomo, in pieno giorno ed in mezzo al traffico. Obiettivo, le persone che poche ore prima, armate di bastoni, avevano messo in atto il pestaggio di suo fratello. La dinamica dell’agguato che si è consumato alle 13.20 del 9 gennaio scorso in via Di Vittorio, nel quartiere Fondo Gesù, a pochi metri dall’autostazione dei pullman gremita da studenti e lavoratori pendolari, la Squadra Mobile di Crotone l’ha effettuata attraverso video di sorveglianza, rilievi e testimonianze.

Un uomo scende dall’auto imbracciando il fucile e spara ripetutamente ad altezza d’uomo, in mezzo a pullman, automobili e passanti nell’ora di punta. Il suo obiettivo è un’auto in sosta, una Panda azzurra, in cui ci sono due persone: il passeggero scende e scappa, l’uomo che è alla guida si getta sui sedili, mentre i vetri dell’auto esplodono e la gente fugge spaventata. L’auto è posteggiata davanti ad un fruttivendolo il cui proprietario sente gli spari, prende qualcosa da una tasca ed esce di corsa dal retro, dando l’impressione di voler inseguire gli attentatori che nel frattempo fuggono. Quest’ultimo è Mario Cimino,  36 anni, arrestato con l’accusa di porto d’arma clandestina, una pistola che secondo gli inquirenti avrebbe estratto uscendo dal fruttivendolo per provare a rispondere al fuoco.

Un video di qualche ora prima mostra alcune persone uscire dallo stesso negozio armate di bastoni; poco dopo un fratello di La Forgia sarà malmenato. Ed è questo, secondo la Polizia, l’episodio che scatena la rappresaglia in mezzo alla gente a colpi di fucile e pistola. Ma l’intera vicenda, il pestaggio e la violenta risposta, potrebbe essere maturata nell’ambito di scontri interni ad uno stesso gruppo, forse legati allo spaccio. La Forgia e Cimino, infatti, l’anno scorso erano stati arrestati nell’operazione “Fructorum”, che ipotizza l’esistenza di un’associazione a delinquere dedita proprio al traffico di droga.

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