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Da Pippo Callipo una grande lezione a tutta la politica calabrese

L'imprenditore vibonese ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale

Da Pippo Callipo una grande lezione a tutta la politica calabrese. Quando ci si propone agli elettori per cambiare le cose non bisogna indugiare: o riesci a farlo davvero o è meglio ritornare a casa propria. Qui non si sta dando un giudizio sui contenuti programmatici della scesa in campo di Pippo Callipo, condivisibili o meno, né sulla sua idea di alleanze e alleati (almeno fino ad ora). Qui si sta commentando un gesto che merita massimo rispetto e che dà una storica lezione di stile sia al centrosinistra sia al centrodestra.

La Calabria (chissà perché se ne parla poco) è uscita da un’esperienza politica e di governo targata Mario Oliverio e Pd che ha deluso oltre ogni più negativa aspettativa. Se n’è accorto il suo stesso partito, a livello nazionale, tant’è che ha deciso di non ricandidarlo e di non tenerlo più in considerazione, gettando un macigno politico sul suo modo di concepire la gestione della cosa pubblica. C’è da capire, studiando in dettaglio tanti aspetti concreti, a partire dall’assetto definitivo della struttura burocratica regionale in senso lato, quanto e fino a che livello la Regione Calabria abbia licenziato le politiche e lo stile di amministrazione di Mario Oliverio che non era certo solo nelle azioni di governo.

Ma ora pensiamo al centrodestra, guidato da Jole Santelli, che non è partito bene e non sta dando, almeno per ora, l’idea di grandi svolte in atto. E poi al Consiglio regionale tutto che con la nota vicenda dei cosiddetti vitalizi non è certo andato incontro alle legittime aspettative della popolazione calabrese. I Calabresi stanno vivendo una stagione economico-sociale drammatica e pretendono cambiamenti radicali.

L’azione di Callipo, generosa e intelligente, supera i confini degli schieramenti e delle logiche partitocratiche e diventa un pesante metaforico schiaffo contro la politica che non riesce a cambiare passo, a rigenerarsi, a trovare nuove vie, a riannodare i fili di un dialogo proficuo con la società, le imprese, i lavoratori.

Pippo Callipo è stato coraggioso e coerente, occorre dargliene atto. Ora non resta che capire quanto saranno conseguenti i partiti di centrosinistra che lo avevano scelto come candidato presidente, e i partiti di centrodestra a fronte di un governo regionale che non è ancora riuscito a dimostrare nei fatti quella promessa di svolta radicale annunciata in campagna elettorale. Le chiacchiere sono a zero!

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