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Dalla carenza di personale al tracciamento saltato: la Cgil denuncia la difficilissima situazione delle scuole

Scritto da: REDAZIONE

Una scuola disarmata rispetto alla diffusione del virus, e dirigenti scolastici costretti a barcamenarsi tra norme spesso inapplicabili nella pratica. È molto duro il parere della Cgil sul modo in cui il Governo Draghi sta affrontando la gestione della scuola in pandemia. Tra contagi, quarantene e mancate vaccinazioni – afferma il sindacato – c’è grave carenza di insegnanti e personale Ata, oltre ovviamente agli studenti contagiati; è stato cancellato il distanziamento, così come lo sdoppiamento delle classi. E poi, per le classi delle scuole superiori in cui si manifestino due casi di Covid, c’è il nodo sulla differenziazione tra gli studenti vaccinati (che possono restare in classe) e quelli non vaccinati (che devono andare in dad): le scuole, infatti, non sono in possesso dei dati sugli alunni vaccinati o meno. A rendere il tutto ancora più complicato c’è che il tracciamento dei contagi è saltato praticamente ovunque, creando situazioni al limite del paradosso.

Il tutto – afferma il sindacato – grava quasi interamente sulle spalle dei dirigenti scolastici, mentre sui sindaci c’è la pressione data dal timore che il contagio possa esplodere proprio attraverso le scuole; e la chiusura, pure decisa da molti di loro, rischia invece di creare altri tipi di problemi. A due anni dall’inizio della pandemia, insomma, i problemi sono di nuovo identici, come evidenzia il segretario regionale della Cgil scuola Mimmo Denaro

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