domenica, 14 luglio 2024

Dee Dee Bridgewater apre a Locri il cartellone di Armonie d’Arte Festival

Alla soglia dei 70 anni, Dee Dee Bridgewater, potenza vocale intatta, presenza scenica, se possibile, ancora più spiccata, è una delle poche eredi della tradizione del grande libro del jazz femminile made in Usa. È stata la grande interprete di Memphis a dare il via, presso il Parco archeologico di Locri Epizephiri, al cartellone 2019 di Armonie d’Arte Festival, che venerdì prossimo tornerà nella sua consueta sede del Parco Scolacium di Borgia col concerto di Dulce Pontes. Raffinatissima interprete di un repertorio sconfinato, in Italia Dee Dee è diventata nota al grande pubblico solo dopo le sue partecipazioni come ospite al festival di Sanremo, a cavallo tra la fine degli anni ‘80 ed i primi ‘90. Una lady di ferro, la testa rasata, che non la rende meno femminile, ha attraversato quasi mezzo secolo di jazz, libera e rispettata come quando, lo ha raccontato lei stessa, a 7 anni riunì la famiglia ed annunciò solennemente di voler andare a Parigi per fare la cantante jazz e diventare una star internazionale. In Francia ci è poi finita davvero, molti anni dopo, e da star, e la Francia, una delle sue tante vie en rose, non l’ha mai dimenticata.

Accattivante, intensa, militante, esplosiva, indipendente, oggi come quando iniziò. Troppe virtù in una sola cantante per non lavorare con gente come Sonny Rollins, Dexter Gordon, Horace Silver, Stanley Clark. Nonostante i tentativi di affermarsi con canzoni più commerciali, la via breve imposta dal mercato e dai discografici, alla fine ha sempre preferito fare quello che desiderava e le piaceva. Nella musica e nella vita. Realizzata, serena e sola, senza uomini. Mai più, ha giurato dopo il secondo matrimonio. Non è solo quello che fa battere il cuore.