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Denis Bergamini: la verità adesso c’è; che il 2019 sia l’anno della giustizia

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Gli occhi di Denis sono uguali a quelli di sua sorella Donata nel murale che lo ha riportato a casa, nella curva del “suo” San Vito. Qui nessuno ha dimenticato quel calciatore sempre gentile e riservato, attaccatissimo ai colori rossoblu, cui il destino ha riservato una sorte tanto amara. Non solo la morte (l’omicidio si sa oggi) ma le bugie, i depistaggi, le indagini a dir poco sommarie. E tanti, troppi anni necessari per ristabilire la verità. Ma qui nessuno lo ha dimenticato, e anzi sono sempre di più quelli che lo ricordano. Come i ragazzi che nel 2008 realizzarono il primo murale per ricordarlo; come quelli che oggi quel murale lo hanno rifatto; come quelli che domani, se servirà, lo rifaranno ancora…

Quello appena trascorso è stato l’anno della verità: quel 18 novembre del 1989 Donato Bergamini fu ucciso. Ora Donata – e non è da sola – chiede che il 2019 sia l’anno della giustizia, quello che darà ufficialmente un nome a chi quell’omicidio lo commise e a chi lo coprì, mentendo.

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