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Depositavano e sversavano rifiuti industriali: sequestrati beni per 135 milioni a Lamezia

Si tratta di una società con sede legale a Latina

Da questa mattina la Guardia di Finanza di Lamezia Terme, i carabinieri Tutela Ambiente – NOE di Catanzaro e della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Vibo Valentia stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni immobili e quote societarie del complessivo valore di oltre centotrentacinque milioni di euro nei confronti della società Ilsap s.r.l., operante nel campo del bio-diesel, con sede legale a Latina e sede operativa a Lamezia. L’indagine riguarda il deposito incontrollato di rifiuti di varia natura allocati all’interno dell’area “ex Sir” di a Lamezia, nonché all’illecito sversamento, nelle matrici suolo e acqua, di reflui industriali. Tale condotta è stata attuata negli anni dalla società sopra citata.

L’attività investigativa ha consentito di rilevare come l’area in questione risulti interessata da evidenti stati di abbandono, con immissioni di rifiuti solidi e liquidi nell’ecosistema. Le risultanze investigative acquisite nel corso delle indagini hanno consentito di riscontrare un quadro di elevato pericolo di compromissione della salubrità ambientale. Le circostanze hanno richiesto un immediato intervento sotto il profilo cautelare con l’emissione del decreto di sequestro preventivo della piattaforma depurativa della società Ilsap s.r.l. di circa 4mila mq, nonché di un’area adibita a discarica abusiva, sempre presente all’interno dell’insediamento produttivo lametino, della superficie complessiva di circa 21mila mq, contenente rifiuti speciali, solidi e liquidi di natura altamente inquinante, beni immobili del complessivo valore stimato in 15milioni e 250mila euro. Nel corso delle indagini, è stato arrestato lo scorso 14 febbraio in flagranza il direttore tecnico dell’impianto Ilsap per l’accertata violazione dei sigilli delle predette aree poste sotto sequestro.

La società, sebbene in amministrazione giudiziaria, è stata di fatto gestita sempre dagli stessi soci, destinatari del pregresso provvedimento ablatorio da parte di altra autorità giudiziaria. Ciò nondimeno, gli stessi hanno proseguito la loro attività delittuosa, senza soluzione di continuità. Gli accertamenti hanno consentito, inoltre, di ricostruire come la società abbia nel tempo cagionato un potenziale e significativo deterioramento del suolo e dell’ecosistema, con alto rischio di contaminazione delle matrici ambientali, che allo stato potrebbero essere già intaccate.

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