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Depurazione, Laura Ferrara (M5S): «Gestione disastrosa della Regione» (VIDEO)

Per il turismo calabrese, l’estate 2019 potrebbe essere disastrosa sia sotto il punto di vista dell’immagine che delle prospettive future. È quello che teme l’europarlamentare calabrese del M5S, Laura Ferrara, che ha lanciato l’allarme sullo stato, definito pietoso, del settore della depurazione. Dopo la famosa lettera di scuse ai turisti del 2005 per il mare sporco dell’allora presidente di centrosinistra della Regione, Loiero, e dopo l’emergenza del 2012, quando era Giuseppe Scopelliti a guidare la giunta regionale di centrodestra, non solo nulla è cambiato ma la situazione è addirittura peggiorata, sostiene la Ferrara, che lamenta la mancanza di trasparenza circa la gestione dei fondi destinati alla depurazione e fa presente che le problematiche relative alla balneabilità dei mari calabresi sono aumentate. “Non ci sono giustificazioni per la Regione Calabria e per chi da anni gestisce il settore della depurazione – afferma la Ferrara, rieletta a Strasburgo nelle elezioni di due settimane fa – sono responsabili e complici dello stato pietoso in cui versa il comparto”.

Affermazioni che fanno leva su quanto dichiarato alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie dal dirigente generale del dipartimento della Presidenza della Regione, Domenico Pallaria, il quale, sottolinea l’esponente pentastellata, ammette il suo stesso fallimento e quello delle amministrazioni regionali che si sono succedute, l’attuale e le precedenti. Ciò perchè le risorse arrivate dall’Unione europea e destinate al riefficientamento degli impianti depurativi calabresi erano di gestione diretta della Regione, che li destinava ai comuni e cui spettava il controllo sull’effettiva spesa dei fondi. In sostanza, l’Autorità idrica calabrese, che ha visto la luce nell’aprile del 2018 e che avendo preso il posto delle cinque Ato provinciali ha il compito di controllare l’intero servizio idrico integrato della regione e sovrintendere gli oltre 650 depuratori calabresi, per oltre un anno è rimasta inoperosa, aspetto che la Ferrara aveva già denunciato in altre occasioni, mettendo anche in luce la grave ingerenza rappresentata dal fatto che, redigendo lo statuto dell’organismo, il dipartimento lavori pubblici ha pregiudicato l’autonomia dell’assemblea dei 40 sindaci che avrebbe dovuto gestirlo.

Inoltre, le situazioni limite non trovano sbocchi o soluzioni: a Reggio Calabria, dal 2014 permane un divieto temporaneo di balneazione, ed il più recente rapporto Arpacal conferma la scarsa qualità delle acque. “Il fallimento di anni di gestione scellerata, di assoluta mancanza di progettualità è sotto gli occhi di tutti – afferma la Ferrara – da chi è corresponsabile delle criticità del settore della depurazione ci si aspettava azioni concrete per il miglioramento e la risoluzione dei problemi del settore. Quindi una maggiore trasparenza nella spesa dei fondi e controlli puntuali, almeno in questi ultimi anni, sulle opere di manutenzione e ristrutturazione degli impianti”. Niente di tutto questo è però avvenuto ed il rischio, nelle prossime settimane, è che il mare calabresi dimostri in maniera implacabile quanto sciagurata sia la condizione dei depuratori. Con ripercussioni inevitabili sulla stagione in corso, e danni incalcolabili su quelle future.

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