sabato, 20 aprile 2024

Dieci condanne al processo Pesci: 28 anni a Nicolino Grande Aracri

Si è chiuso con dieci condanne per complessivi 109 anni e 6 mesi e 6 assoluzioni il processo “Pesci” davanti al tribunale di Brescia per estorsioni, minacce, detenzione abusiva di armi, aggravati dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, per fatti accaduti a Mantova dove nel 2015 vennero arrestate 117 persone e con l’inchiesta dell’ antimafia che toccò anche l’amministrazione comunale. Fra i condannati c’è Nicolino Grande Aracri, capo cosca e boss della ‘ndrangheta. Per lui la pena più alta, con la condanna a 28 anni. 26 anni al suo braccio destro trapiantato nel Nord Antonio Rocca; 4 anni alla moglie di quest’ultimo Deanna Bignardi; un anno e 9 mesi con la condizionale al figlio Salvatore; 10 anni ad Alfonso Bonaccio, 19 a Giuseppe Loprete, 4 anni e 6 mesi a Giacomo Marchio, 18 anni a Salvatore Muto, 4 anni ai fratelli Ennio e Danilo Silipo.

Sei gli assolti: Gaetano Belfiore, Antonio Floro Vito, Moreno Nicolis, Antonio Gualtieri, Salvatore e Rosario Grande Aracri, fratello e nipote di Nicolino.