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«Dobbiamo creare il disservizio. Mi ‘nda futtu»: le chat dei medici assenteisti del 118 di Catanzaro (VIDEO)

Tredici medici si sono assentati durante il primo lockdown grazie a falsi certificati di malattia; indagati ulteriori 28 sanitari e sequestrati 46mila euro Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

«Bisogna agire con la forza! Secondo me, prima di tutto, inginocchiando il servizio!!»; «Continuo a pensare che l’unico modo per tutelare le bambine è non mettermi in condizioni pericolose perchè basta una minchiata e sei fottuto»; «A nostro vantaggio è da annotare che non possiamo essere sottoposti neppure a visita fiscale»; «Concordiamo tutti insieme un’azione forzata in maniera da inginocchiare il servizio! Ma dobbiamo essere tutti!! Tutti!»; «Dobbiamo creare il disservizio»; «La malattia è insindacabile»; «Nessuno si deve prestare a coprire i turni»; «Dobbiamo bloccare il servizio. Bastano cinque giorni di malattia contemporaneamente»; «Fermiamo le ambulanze»; «Dobbiamo metterci in malattia tutti»; «Mi prendo altri giorni. Mi ‘nda futtu»; «E’ molto difficile dimostrare che non siamo malati. si vocifera che manderanno la Finanza a controllare. Sono solo voci, io non mi preoccuperei più di tanto». Sono i messaggi che emergono dalla chat Whatsapp degli operatori del 118 dell’Asp di Catanzaro che inducevano ad una protesta contro l’Azienda Sanitaria poiché la stessa avrebbe sospeso un’indennità speciale “illegittimamente riconosciuta per anni anche in corrispondenza delle giornate di ferie”.

E’ quanto emerge dall’operazione Moliere, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e condotta dalla Guardia di Finanza, che ha fatto luce sull’assenteismo di 13 medici del 118, “assentatisi illegittimamente dal lavoro durante il primo lockdown attraverso falsi certificati di malattia”, “con inevitabili ripercussioni sull’efficienza dell’attività di pronto soccorso”. Le indagini hanno accertato che “le patologie attestate nei certificati prodotti all’Azienda erano del tutto inesistenti e che numerosi medici compiacenti si erano prestati a diagnosticarle ai colleghi senza alcuna visita ma solo a seguito di richiesta telefonica”.

Oltre alla ritorsione nei confronti dell’Asp per quanto concerne l’indennità sopra descritta, alcuni sanitari avrebbero invece deciso – riferiscono gli inquirenti – “di assentarsi dal lavoro per il timore di contrarre il virus Covid-19, ovvero di trasmetterlo ai propri congiunti, sottraendosi così ai propri doveri nel primo periodo di massima diffusione della pandemia”. Questi medici “assentatisi dal lavoro hanno continuato ad esercitare l’attività professionale privata”. Sono 41 i medici indagati per truffa e/o falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Le fiamme gialle hanno sequestrato 46mila euro nei confronti dei 13 medici. Sono in totale 807 i giorni di assenza ingiustificata – riferisce la Guardia di Finanza.

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