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Don Ciotti inaugura a Cetraro il presidio di Libera “Lucio Ferrami”

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“Oggi Lucio Ferrami è vivo”. Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie, ha chiuso così il suo intervento a Cetraro, in occasione della costituzione ufficiale del presidio territoriale di Libera intitolato proprio a Lucio Ferrami, imprenditore ucciso giovanissimo ad Acquappesa  nel 1981 dopo aver denunciato chi gli aveva chiesto il pizzo. Ciotti ha ringraziato la signora Maria Avolio, vedova di Ferrami, che per tanti anni “giovanissima e completamente sola – ha spiegato il coordinatore regionale di Libera, don Ennio Stamile – ha lottato anche contro una procura allora corrotta, denunciandola per omissione d’atti d’ufficio, per non aver fatto tutto il possibile per impedire l’omicidio del marito, per aver trascurato precise denunce delle forze dell’ordine”.

don Ciotti firma la carta di costituzione del presidio “Ferrami”

E’ con un’assunzione di responsabilità, dunque, con un tardivo riconoscimento a chi “dieci anni prima di Libero Grassi compì questo gesto di grande coraggio, ribellandosi alla ‘ndrangheta ed alla mentalità mafiosa“, che il presidio è stato intitolato a Lucio Ferrami. E il messaggio di questo nuovo “inizio” è stato affidato ad una sveglia, perchè per Cetraro, ma per tutto il tirreno cosentino, “è tempo di libertà”.

“Il cambiamento non è opera di navigatori solitari, ha bisogno dell’impegno di ciascuno di noi – ha detto Luigi Ciotti – Mafia e corruzione sono i peggiori nemici della democrazia, e un Paese che ha le mafie non è un Paese libero. La libertà è la cosa più preziosa che abbiamo, ma è anche una enorme responsabilità. Per questo bisogna liberarsi dell’ignoranza, dell’indifferenza, dell’apatia, dell’abitudine a voltarsi dall’altra parte”. Quindi una considerazione sulla politica: “Ci sono tantissime persone che fanno politica per il bene comune, e per questo bisogna distinguere, per non confondere. Ma bisogna essere altrettanto chiari nel dire che se la politica non si occupa di chi sta peggio, dei più deboli, allora ha tradito. Negli ultimi programmi elettorali ho letto promesse di ogni genere; si parla di tutto, tranne che dei nostri problemi, perchè sono scomodi da affrontare. E invece bisogna trattare le persone come persone, non come vettori di voti. E applicare la nostra Costituzione, che è il primo testo antimafia che abbiamo“.

Lo stesso don Ciotti e la signora Avolio hanno quindi scoperto la targa all’ingresso della sede del presidio, in Vico Municipio. Coordinatore del presidio “Lucio Ferrami” è stato eletto Angelo Serio.

Francesca Travierso

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