giovedì, 13 giugno 2024

Droga e cellulari venduti nel carcere di Siano con la complicità di agenti e direttori

Coinvolti funzionari dell'amministrazione penitenziaria, agenti, comandanti e direttori, che nel migliore dei casi facevano finta di non vedere


Sono due associazioni distinte ma sovrapponibili, una dedita allo smercio della droga, l’altra a quello dei cellulari e mini cellulari, quelle smantellate da un’operazione congiunta tra carabinieri e polizia penitenziaria.
Droga e cellulari venivano venduti ai detenuti del carcere di Siano con la complicità di funzionari dell’amministrazione penitenziaria, agenti, comandanti e direttori, che nel migliore dei casi facevano finta di non vedere. 38 le misure cautelari emesse: 16 persone sono finite in carcere, 10 ai domiciliari, 5 raggiunte da obbligo di presentazione alla pg e 7 sospese dall’esercizio delle funzioni per un anno. In quest’ultimo caso si tratta di agenti di polizia penitenziaria.
I due gruppi farebbero capo alle stesse persone, che avrebbero agito con la complicità di detenuti, loro parenti, un operatore della Polizia Penitenziaria ed un avvocato.
Un altro agente avrebbe preso soldi da familiari di detenuti vicini ai clan siciliani e campani, per introdurre pacchi con beni vietati; e per questo gli viene contestato il concorso esterno in associazione mafiosa.
Altri agenti avrebbero glissato sui controlli dei pacchi che entravano in carcere; e ad altri ancora viene contestata l’appropriazione di derrate alimentari.
Un direttore dell’amministrazione penitenziaria ed un funzionario della Polizia Penitenziaria avrebbero contribuito voltandosi dall’altra parte per acquisire la benevolenza dei detenuti ed evitare difficoltà nella gestione del carcere.

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