domenica, 14 luglio 2024

Due donne gestivano in Svizzera beni della ‘ndrangheta

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I carabinieri della Spezia che hanno individuato in Svizzera conti correnti e un quadro di scuola caravaggesca riconducibili a Santo Abossida, morto alcuni anni fa e vicino alla cosca Farao-Marincola di Cirò Marina (Crotone) ritengono che Bombina Abossida e Alicja Olszewska, sorella e moglie di Santo non sarebbero solo eredi del patrimonio. Le due donne, che al momento non sono destinatarie di misure penali, ma di accertamenti patrimoniali, avrebbero ricoperto anche il ruolo di manager, gestendo legami societari che nel tempo hanno garantito, oltre che l’occultamento del patrimonio, anche il suo reimpiego e reinvestimento. Le indagini che hanno portato alla scoperta dei conti e del quadro in Svizzera si incrociano con quelle dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Crotone, che nel gennaio scorso hanno eseguito ordinanze di custodia nei confronti di 169 soggetti ritenuti appartenenti alla ‘ndrangheta nel contesto dell’operazione denominata “Stige”, focalizzata sulle attività criminali della cosca Farao-Marincola di Cirò Marina, con ramificazioni anche al Nord e Centro Italia e in Germania. Tra le persone colpite dai provvedimenti restrittivi rientravano anche due persone residenti a Cirò Marina ed emersi nell’indagine “Money Monster” dei carabinieri della Spezia: Antonio Anania e Giuseppe Farao. Qualche anno primo di morire Santo Abossida, tramite la società partecipata “Smeraldo srl”, aveva acquistato diversi appartamenti a Cirò Marina con l’intento di rivenderli. Le indagini hanno evidenziato che nel biennio 2008-2009 gli Abossida hanno trasferito in più soluzioni e a vario titolo circa 600.000 euro a Anania. Mentre Farao aveva in uso alcuni immobili della ‘Smeraldo’ ubicati a Cirò Marina. (ansa)