domenica, 21 luglio 2024

E’ doloso l’incendio che ha coinvolto l’elicottero di Calabria Verde: danni per 3 milioni

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I Carabinieri di Cittanova (RC) e del Nucleo Operativo della Compagnia di Taurianova (RC), nel corso della notte, hanno tratto in arresto un incensurato cittanovese, ritenuto l’autore del grave incendio divampato la sera di ieri all’interno dell’isola ecologica del comune di Cittanova. Nello specifico, l’incendio, scoppiato poco dopo le 20:30, ha coinvolto un grosso deposito di rifiuti e un elicottero deputato al servizio antincendio boschivo, nella disponibilità dell’azienda “Calabria Verde”, ente strumentale della Regione Calabria per la difesa del patrimonio forestale locale. Il mezzo, andato completamente distrutto, era lì posteggiato perché nel pomeriggio di ieri era rientrato dalle operazioni di spegnimento di alcuni focolai di incendi nelle campagne di Reggio Calabria. Oggi, una volta approntato nuovamente per il volo, sarebbe dovuto essere impiegato nuovamente in attività di sorveglianza aerea dell’Aspromonte.

Ad istradare gli investigatori verso la tesi della natura dolosa dell’incendio è stata la distanza fra il cumulo di rifiuti e il velivolo in fiamme, tanto grande da non lasciare dubbi circa la duplicità degli inneschi che hanno causato l’incendio. E così, mentre i vigili del fuoco spegnevano le fiamme, i carabinieri hanno iniziato ad analizzare le immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’isola ecologica, arrivando a cristallizzare il momento in cui l’autore del reato si introduceva all’interno della discarica e, con un innesco, appiccava il fuoco ai rifiuti urbani. Senza perdere tempo, i militari dell’Arma si sono precipitati presso l’abitazione dell’odierno arrestato per scongiurare che lo stesso potesse disfarsi dei vestiti indossati al momento dell’incendio o occultare altre fonti di prova. Effettivamente, in casa del cittanovese, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di un barattolo contenente numerosi pezzi di diavolina immersi in liquido infiammabile.

Sulla base degli elementi di prova sinora raccolti, secondo l’ipotesi d’accusa sposata dalla Procura di Palmi, si ritiene il l’arrestato possa essere l’esclusivo responsabile del gesto, che non appare riconducibile a dinamiche di criminalità organizzata. La prospettazione accusatoria dovrà ora trovare un preliminare accoglimento nella convalida dall’arresto, effettuata GIP di Palmi, che sarà altresì chiamato a valutare l’opportunità di una misura cautelare personale, anche in relazione alla gravità dei danni arrecati al servizio pubblico e quantificati in circa 3 milioni di euro.