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E se Irto e Occhiuto aprissero un ragionamento politico forte fra riformisti? La Calabria non è una colonia di Roma!

Salvini e la Lega muti sul fallimento politico di Spirlì. Centrodestra e centrosinistra fermi in attesa delle consumate liturgie nazionali. Gli estremismi inutili... Scritto da:

Il centrodestra calabrese sta perdendo troppo tempo rispetto al fondamentale appuntamento con le elezioni regionali del prossimo autunno. Non è stato ancora individuato, collegialmente, un candidato alla presidenza che possa tentare di risollevare le sorti di una coalizione enormemente indebolita, sul piano politico, dalla negativa performance del facente funzioni Nino Spirlì. Roma, come sempre, rinvia decisioni strategiche e la Calabria ne paga le conseguenze. Si sa che Forza Italia ha espresso, ai suoi massimi livelli, il nome del parlamentare cosentino Roberto Occhiuto. Basterebbe una riunione di un’ora, a Roma, per lanciare la candidatura di Roberto Occhiuto alla presidenza della Regione Calabria e, di conseguenza, ridare tono a una coalizione politicamente spenta, disorientata, indebolita, mancante di un programma forte.
Sarebbe utile se i parlamentari del centrodestra, i consiglieri regionali, i sindaci inviassero un segnale politico potente a Roma, gridando che la Calabria non è una colonia, non è un “problema”, com’è troppo facile dire quando, in verità, viene trattata alla stregua dell’ultima ruota del carro. Esperienze politiche molto deludenti come quella di Nino Spirlì sono evidentemente funzionali a un certo modo di vedere le cose che certo non è il meglio per i due milioni di Calabresi costretti a sopravvivere in condizioni di assoluto ritardo economico-sociale.
Sull’altra sponda un centrosinistra diviso non vive condizioni migliori. Sembrano prevalere personalismi rispetto a una visione complessiva sul futuro e sul bene della Calabria. Il giovane Nicola Irto ha lanciato dei messaggi credibili rispetto all’esigenza di svolte davvero epocali nel governo della Regione, ma ci sono settori del centrosinistra che pare preferiscano ascoltare altre sirene. La divisione del centrosinistra, sia chiaro, porta ad un unico risultato: avvantaggiare il centrodestra. C’è poco da discettare. C’è poco da spiegare. Un fatto è un fatto.
Roberto Occhiuto, di Forza Italia, non dovrebbe temere di scendere in campo forte del via ottenuto dal suo partito. Lo faccia. Il governo Draghi è un superamento di ormai vecchie logiche centrosinistra/centrodestra, stanche e non più attuali, almeno per alcuni contesti. La Calabria ha bisogno di un recupero forte di credibilità politica dopo questa imprevedibile parentesi di un Nino Spirlì sul quale Matteo Salvini farebbe bene ad esprimere giudizi definitivi sancendo un fallimento politico che la stampa regionale sottolinea di continuo. Il silenzio della Lega nazionale non fa bene alla Lega stessa, la isola, la emargina, le fa perdere credibilità politica rispetto a una crescente Giorgia Meloni che sta per diventare un punto di riferimento più solido, più attendibile, più coerente. La Meloni si candida a rappresentare, da destra, le ragioni del Sud in Italia e in Europa. Mentre la Lega arretra fortemente, non riuscendo a far vedere con i propri occhi, ai Meridionali, le “rivoluzioni” promesse nei comizi. Finora solo chiacchiere in lingua “politichese” demolite dai fatti.
Concludendo: Nicola Irto da un lato e Roberto Occhiuto dall’altro si facciano ancora più avanti e non aspettino le solite inconcludenti liturgie romane. I Calabresi premieranno il più coraggioso e intraprendente! Oppure ragionino assieme, Irto e Occhiuto, aggregando un’enorme area moderata e riformista ricca di intelligenze e operosità. Una grande proposta politica moderata e autenticamente riformista sarebbe forse la cura giusta, e vincente, per sganciare la Calabria da forme di colonizzazione politica romana che sono ormai insopportabili. (N. Ed.)

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