Notizie Politica Primo Piano

Elezioni comunali, Filippo Mancuso parla di Catanzaro in “evidente declino”. Non sarà per caso colpa dei Marziani o dei comunisti?

Che cosa ne pensa l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Franco Longo? Quale sarà la risposta di Sergio Abramo sindaco del capoluogo nelle due ultime legislature? Scritto da: REDAZIONE

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, qualificandosi come tale e poi come esponente della Lega, con una nota diramata ieri sera dal proprio portavoce, ha dichiarato testualmente: «La Lega assieme alle espressioni civiche catanzaresi che ad essa si ispirano, hanno scelto di sostenere il prof. Donato, perché si è ritenuto che egli abbia le competenze necessarie per amministrare una città in evidente declino». Chiaro? «Una città, Catanzaro, in evidente declino». Valutazione politica netta, ulteriormente rafforzata da altri due passaggi politici fondamentali: richiesta allo stesso professor Valerio Donato di «necessità che vi sia massima chiarezza nelle relazioni fra le parti della coalizione che punta a dare a Catanzaro un’Amministrazione di salute pubblica»; «la Lega darà il suo rilevante contributo di proposte operative, nella misura in cui le sarà riconosciuta la capacità ed il merito di aver favorito questo inedito laboratorio di buone pratiche amministrative». Alcune domande di natura politica sorgono legittime: chi ha amministrato la città di Catanzaro dal 2013 a oggi? I Marziani? Una coalizione di irriducibili comunisti e di verdi radicali, o i 5Stelle? Chi amministra attualmente il capoluogo di regione e lo farà fino al prossimo appuntamento con le urne? Ma Filippo Mancuso non è stato uno dei maggiori alleati di Sergio Abramo che sarebbe chiamato in prima persona a rispondere a questo pesantissimo giudizio politico su una città «in evidente declino»? E che cosa ne pensa di questa presa di posizione l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Franco Longo? Se Filippo Mancuso, la Lega e le espressioni civiche che ad essa si ispirano intendono appoggiare un progetto finalizzato a varare per Catanzaro un’Amministrazione di salute pubblica, si può chiedere loro di indicare quali sono i soggetti politici e gli amministratori del passato e del presente che meritano questa drastica svolta che richiama addirittura le atmosfere della Rivoluzione Francese? Chi vedrebbe Filippo Mancuso nei panni di Danton e di Robespierre? Se Mancuso guarda a un inedito laboratorio di buone pratiche amministrative, vuole per cortesia additare i politici e gli amministratori catanzaresi del passato e del presente che non avrebbero garantito finora questa medesima aspirazione? Tutto si può immaginare in politica, tranne che Filippo Mancuso o Franco Longo possano affrontare una campagna elettorale per le prossime comunali e per l’elezione del sindaco affermando che la città non è stata amministrata bene. Da chi? Filippo Mancuso lo vuole spiegare in modo chiaro? È evidente che il concetto di città non amministrata bene è implicito e conseguente rispetto al giudizio di “Catanzaro in declino”. Anche la politica del 2022, per quanto più liquida, ha delle regole ferree. Altrimenti non resta che il candidato sindaco dell’opposizione, Nicola Fiorita, conduca la propria campagna elettorale affermando che Sergio Abramo è stato il più grande sindaco della storia del Mezzogiorno e che la sua coalizione è scesa in campo per continuare ad amministrare assieme a Franco Longo, cui affidare oltre i Lavori Pubblici anche l’Urbanistica e lo sviluppo dell’area portuale, e partendo dalla considerazione che Catanzaro è un esempio universale di superlativa amministrazione civica. Cosa resterebbe da dichiarare all’altro candidato sindaco Antonello Talerico? Anche il politico più navigato avrebbe difficoltà a dargli consigli adeguati, ma potrebbe ricordargli che a Parigi il Comitato di salute pubblica non ebbe vita lunga! Ci sarebbe da commentare, infine, anche la scelta, da parte di Filippo Mancuso, di intervenire con una «Nota del Presidente del Consiglio regionale ed esponente della Lega», quando proprio questo ruolo istituzionale potrebbe suggerire, almeno in linea teorica, di avere un approccio più neutro e più distaccato. Lo Statuto della Regione è chiaro. Articolo 21: il Presidente rappresenta il Consiglio (tutto il Consiglio, opposizione compresa). Articolo 16: il Consiglio regionale ha la funzione di rappresentanza della società calabrese (tutta la società calabrese). È come se, tanto per fare un possibile paragone, il Presidente della Camera intervenisse su una competizione elettorale importante unendo le funzioni di guida di Montecitorio e di leader politico. Sorprese della politica catanzarese nel 2022! (Lazare Carnot)

Condividi su
0 Condivisioni

Commenti

Clicca qui per commentare

 

DIRETTA VIDEOCALABRIA

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA