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Elezioni Regionali: campagna elettorale al tramonto, poi calerà il silenzio

Ultime ore di campagna elettorale, poi calerà il silenzio, che una volta era sacro ed ora, con mille scuse, non tutti rispettano. E domenica, dalle 7 alle 23, la parola passerà finalmente agli elettori. Si vota in due regioni, ma non sembra. Le elezioni in Emilia Romagna, comunque vadano, influenzeranno anche gli equilibri politici nazionali, e potrebbero persino risultare letali per ilo governo nel caso di sconfitta del centrosinistra, e dunque è logico che i riflettori siano puntati su Bologna, più che su Catanzaro.

Tuttavia, pur essendo meno trendy a livello di calcoli ed effetti, le elezioni calabresi sono assai delicate sia per la condizione di ritardo che il territorio accusa nei confronti del resto del Paese e pure nel confronto con le altre regioni meridionali, sia per la delicatezza dei problemi che i calabresi sono costretti ad affrontare ogni giorno, dalla mancanza di lavoro ad una sanità al collasso, dalla mobilità negata a causa della condizione delle infrastrutture all’ingombrante presenza della ndrangheta, che finisce per condizionare ogni settore, azione, scelta della vita civile. La caparbietà di chi resiste ed il coraggio di chi si oppone, ad esempio, rappresentano alla perfezione l’ultima frontiera della lotta tra bene e male, qui più visibile che altrove.

Che l’esito della competizione in Calabria sia meno atteso è riflesso anche nei pronostici: gli ultimi sondaggi pubblicabili assegnavano al centrodestra un margine di vantaggio molto ampio, ma non è quello che serve a Salvini ed alla Meloni per dare la spallata al secondo governo Conte. Ieri, sul voto ha fatto irruzione la Commissione parlamentare antimafia il cui presidente, peraltro un senatore eletto in Calabria, ha reso noti i nomi degli impresentabili, tre in tutto, due nella nostra regione. Inevitabile il corollario di polemiche ed accuse di queste ore, ma è abbastanza tardi per pensare che le novità di ieri possano destabilizzare o condizionare in maniera decisiva il voto di domenica prossima.

Da quando c’è l’elezione diretta, in Calabria si è sempre registrata un’alternanza tra le coalizioni, e chi aveva fin lì governato passava puntualmente all’opposizione al turno successivo. Sarà così anche stavolta? Ed i flussi elettorali mostreranno ancora una notevole differenza tra il voto delle città e quello dei centri delle province com’è avvenuto sia nelle politiche del 2018 che nelle europee dello scorso anno? E poi, perdura tuttora il distacco dei cittadini dalla politica nella regione che da sempre fa registrare le più alte percentuali di astensione? Poche ore di attesa, e sapremo.

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